CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Sindacale 10 Ott 2005

Le repliche al Ministro Landolfi

"Se il Ministro graziosamente lo consente, i giornalisti Rai non hanno perso i loro diritti di cittadini che, in quanto tali, hanno le più diverse opinioni politiche". Lo afferma Roberto Natale, segretario dell'Usigrai, commentando le critiche del ministro Landolfi sulla partecipazione dei giornalisti della Rai alla manifestazione dell'Unione.

"Se il Ministro graziosamente lo consente, i giornalisti Rai non hanno perso i loro diritti di cittadini che, in quanto tali, hanno le più diverse opinioni politiche". Lo afferma Roberto Natale, segretario dell'Usigrai, commentando le critiche del ministro Landolfi sulla partecipazione dei giornalisti della Rai alla manifestazione dell'Unione.

10 ottobre - "Se il Ministro graziosamente lo consente, i giornalisti Rai non hanno perso i loro diritti di cittadini che, in quanto tali, hanno le più diverse opinioni politiche". Lo afferma Roberto Natale, segretario dell'Usigrai, commentando le critiche del ministro Landolfi sulla partecipazione dei giornalisti della Rai alla manifestazione dell'Unione. "L'essenziale - prosegue Natale - è che le opinioni non si sovrappongano al lavoro di professionisti dell'informazione pubblica. Siamo sicuri che sia così per i giornalisti Rai presenti ieri in piazza del Popolo, come lo è stato senz'altro per i giornalisti Rai che nei mesi scorsi hanno partecipato, anche come conduttori, alle manifestazioni pubbliche di Alleanza Nazionale. Poiché non si ricordano critiche del Ministro Landolfi in quelle occasioni – conclude Natale - oggi sarebbe stato più idoneo da parte sua un coerente silenzio". (AGI) 10 ottobre - "Ieri mattina ho partecipato alla corsa campestre ''blood runner'' destinata a finanziare l'Avis. Non ero quindi a Piazza del Popolo, ma so bene che vi erano centinaia di colleghe e colleghi, alcuni nella veste di cronisti, altri esercitando il diritto ad avere opinioni e passioni politiche". Lo afferma il segretario della Federazione nazionale della Stampa, Paolo Serventi Longhi, rispondendo alle osservazioni del ministro Mario Landolfi sulla partecipazione dei giornalisti alla manifestazione dell'Unione. "Landolfi - osserva Serventi Longhi - forse dimentica le tante manifestazioni della Casa delle libertà alle quali hanno partecipato liberamente tanti giornalisti. Forse, per il ministro delle Comunicazioni e per altri esponenti della maggioranza, vi sono diritti civili a senso unico. La verità è che l'intolleranza è una brutta bestia che le organizzazioni dei giornalisti devono combattere ovunque essa si annidi. In questo caso - conclude il segretario della Fnsi - ci spiace constatare che abbia solide radici nel ministro che si deve occupare di informazione". (AGI) 10 ottobre - "Il centrodestra perde il pelo, ma non il vizio e attacca sulla diretta televisiva della manifestazione dell'Unione". Lo sostiene l'associazione Articolo 21 secondo la quale "in grave caduta di voti e di consenso a livello popolare, attacca libertà fondamentali come quella di dimostrare il proprio pensiero, di riunirsi pubblicamente, e di informare liberamente e correttamente. Due ''centurioni'' di Berlusconi, il vicecoordinatore di Forza Italia , l'ex socialista ''di sinistra'' Fabrizio Cicchitto e il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, con inusitata vis polemica hanno attaccato Raitre per la diretta sulla manifestazione di domenica dell'Unione contro la Finanziaria e la legge elettorale truffa. Non solo, ma se la prendono con quei giornalisti, molti della RAI, presenti come liberi cittadini alla manifestazione. E' la destra dell'arroganza, delle epurazioni, degli anatemi bulgari e previtiani del ''non faremo prigionieri''". Articolo 21 denuncia "alle autorità garanti, alle massime cariche istituzionali, questi interventi di stampo neo-fascista, che vorrebbero tacitare la libera e autonoma espressione dei propri pensieri ad una categoria professionale come quella dei giornalisti, Rai e della carta stampata, che vorrebbero relegati a cittadini di serie B, senza diritti e senza voce. E' questa - chiede l'Associazione – la libertà vigilata che ci si prospetta se la destra restasse al potere anche dopo le elezioni politiche del 2006?" Articolo 21 plaude, invece, "ai tanti giornalisti presenti alla manifestazione e a quelli impegnati con serietà e autonomia professionale a difendere il diritto di cronaca e ad essere informati, ed esprime la più convinta e forte solidarietà ai responsabili del TG3, di Raitre, di Televideo e Rainews 24, che hanno seguito l'evento in diretta". Forse, conclude, "ai ''centurioni'' del centrodestra non è andato giù il successo storico di ascolto che ha ottenuto la diretta RAI ( quasi il 14 per cento di share e un milione e 700 mila ascoltatori), cui va aggiunto l'alto indice di ascolto ottenuto dai canali satellitari, Rainews 24 e SKY TG". Come associazione difenderemo fino in fondo, in tutte le sedi opportune, la libertà e l'autonomia gestionale di tutte le emittenti, pubbliche e private, dei quotidiani e dei giornalisti che nel proseguire di una difficile e aspra campagna elettorale, verranno purtroppo attaccati dagli epigoni di un regime che ha i giorni contati". (AGI) 10 ottobre - "Vorrei ricordare al ministro Landolfi che dalla Rai sono stati già cacciati tanti scrittori e giornalisti con le liste di proscrizione, l'idea di voler fare le liste di proscrizione anche per chi va in piazza è un'idea sbagliata". Lo dice a Radio Radicale il capogruppo Ds i commissione di vigilanza Rai Giuseppe Giulietti, in replica alle dichiarazioni rese questa mattina dal ministro delle comunicazione Mario Landolfi sulla presenza di giornalisti Rai ieri alla manifestazione dell'Unione. "Non vorrei fare la spia - dice Landolfi - ma di giornalisti ce ne erano tanti, c'erano giornalisti de La7, di Sky, giornalisti stranieri, dei quotidiani, non solo per scrivere, ma per manifestare il loro fastidio per il governo dei conflitti di interesse, delle leggi vergogna, e delle leggi che hanno messo anche tanti ostacoli ai cronisti italiani. C'erano anche tante donne e uomini della cultura e del cinema per protestare contro il tentativo di affossare nella finanziaria il mondo della comunicazione e della cultura. La diretta televisiva è stata fatta anche da una emittente come Sky, il cui proprietario è Murdoch, da La7, di Tronchetti Provera, solo le reti Mediaset non si sono accorte delle primarie. Quella di Landolfi è una polemica sbagliata, fuori luogo e fuori tempo. Io vorrei che i giornalisti come i comunicatori facessero con serietà il loro mestiere e poi avessero tutti i diritti derivanti dall'articolo 21 della Costituzione. Questo vale per Michele Santoro come per quello straordinario giornalista lontano da me mille miglia che è Massimo Fini, cacciato dalla Rai della destra e di Berlusconi. Vorrei che questo sconcio finisse, che questo modo di parlare non si ripetesse, che ringraziassimo coloro che fanno le dirette e cominciassimo invece a segnalare come disvalore coloro che non fanno domande e che si piegano ai potenti di turno, qualunque sia il loro colore. E comunque preferisco i giornalisti che manifestano liberamente le loro opinioni in piazza a quelli che lo fanno incappucciati, in cene riservate con alcuni imprenditori italiani".(AGI) 10 ottobre - "E' ipocrita il tentativo di essere allo stesso tempo giornalisti militanti politici e difensori dell'indipendenza dai partiti". Lo afferma il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, dicendosi sorpreso dalle reazioni suscitate dalle proprie affermazioni sui giornalisti che hanno partecipato alla manifestazione dell'Unione. "Ribadisco che la partecipazione di alcuni giornalisti è, dal punto di vista dell'informazione una non notizia", sostiene Landolfi aggiungendo: "non immaginavo che un'affermazione tutto sommato scontata scatenasse polemiche tanto accese. Addirittura ha parlato di "intolleranza" il segretario della Fnsi, lo stesso che appena tre giorni fa ha teorizzato il dovere di sciopero arrivando a chiedere all'Ordine dei Giornalisti di punire quanti avevano liberamente deciso di non aderire alla protesta. Quel che infastidisce - conclude Landolfi - è il tentativo ipocrita di voler essere allo stesso tempo giornalisti con diritto di militanza politica e strenui assertori dell'indipendenza dai partiti. Quelli così dalle mie parti li definiscono "sepolcri imbiancati"". (AGI) 10 ottobre - "Ci mancava solo che anche il Ministro Landolfi, tentando di emulare il predecessore Gasparri, ci spiegasse quali avvenimenti meritino la diretta Rai e quali no. Non le manifestazioni dell'intera opposizione, cioè oltre la metà del Paese, contro la finanziaria e la modifica della legge elettorale, naturalmente. E' il triste crepuscolo di una destra arrogante e imbrogliona che, non imparando quasi nulla dalla democrazia, riesce solo a strillare". Lo afferma Fabrizio Morri, capo segreteria di Piero Fassino e responsabile informazione Ds, dopo le polemiche sulla diretta della manifestazione organizzata ieri dalle opposizioni a Roma. (AGI)

@fnsisocial

Articoli correlati