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Media | 04 Ott 2017
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'Media e nuovo immaginario collettivo', i dati del 14° Rapporto sulla comunicazione di Censis e Ucsi

Tre italiani su quattro usano internet. Decolla la mobile tv e i social network si impongono sempre più nell'uso quotidiano. Prosegue il calo del quotidiani, ma il 2017 fa registrare una ripresa, pur lieve, per i periodici. Queste alcune delle tendenze fotografate nello studio presentato oggi in Senato.
La presentazione del Rapporto in Sala Zuccari (Foto: @UcsiSocial)

Su internet il 75,2% degli italiani, smartphone usati dall'89,3% dei giovani, utenza della mobile tv raddoppiata in un anno. WhatsApp, Facebook e YouTube le piattaforme preferite, ma decolla anche Instagram. Spesi 22,8 miliardi di euro nell'ultimo anno per cellulari, servizi di telefonia e traffico dati.

Sono alcune delle tendenze fotografate nello studio su "I media e il nuovo immaginario collettivo" condotto dal Censis e contenute nel 14° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, promosso da Facebook, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre, presentato oggi a Roma in sala Zuccari al Senato.

Cresce di anno in anno la spesa delle famiglie per gli smartphone e anche gli acquisti di computer hanno registrato, tra il 2007 e il 2016, un rialzo rilevantissimo. I servizi di telefonia si sono invece assestati verso il basso. La spesa per libri e giornali ha subito un crollo verticale (-37,4%).

La tv tradizionale (digitale terrestre) cede qualche telespettatore, confermando però un seguito elevatissimo (il 92,2% di utenza complessiva, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2016). La tv satellitare raggiunge quasi la metà degli italiani (il 43,5% nel 2017). Cresce la tv via internet: web tv e smart tv raggiungono il 26,8% di utenza (+2,4% in un anno). Ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall'11,2% al 22,1%.

La radio tradizionale perde 4 punti percentuali di utenza, scendendo al 59,1% di italiani radioascoltatori, ma flessione è compensata dall'ascolto delle trasmissioni radio via internet attraverso il pc (utenza al 18,6%, +4,1% in un anno) e complessivamente, la radio si conferma ancora ai vertici delle preferenze degli italiani, con una utenza complessiva dell'82,6% considerando tutti i vettori dei programmi radiofonici.

La grande novità dell'ultimo anno è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio, come ad esempio Netflix o Spotify: oggi l'11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. Il dato è più elevato tra le persone più istruite, diplomate e laureate, e praticamente raddoppia tra i più giovani.

«È lo stesso concetto di internet che comincia a modificarsi: la rete diventa il veicolo di diffusione di contenuti che, pur viaggiando da un centro alla periferia, posso essere fruiti dagli utenti come e quando vogliono, influenzando l'immaginario collettivo degli italiani», rileva lo studio.

Non se la passano bene, invece, i quotidiani, che continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale: mentre, negli ultimi dieci anni, i quotidiani a stampa perdevano il 25,6% di utenza, i quotidiani online ne acquistavano solo il 4,1% (oggi l'utenza complessiva è al 25,2%).

Al contrario nel campo dei periodici, si è registrata nell’ultimo anno una ripresa sia dei settimanali (il 31% di utenza, +1,8%), sia dei mensili (il 26,8% di utenza, +2,1%).

Altre anticipazioni sul rapporto sono disponibili sul sito web del Censis.

@fnsisocial
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