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Rosaria Capacchione e Roberto Saviano
Giudiziaria 11 Feb 2021

Minacce a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, la procura di Roma chiede tre condanne

Un anno e mezzo per il boss Francesco Bidognetti e gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello: questa la richiesta avanzata dal pm nell'ultima udienza. La vicenda è quella del 'proclama' letto in occasione del processo Spartacus, nel 2008, a Napoli. La Fnsi è parte civile, assistita dall'avvocato Giulio Vasaturo.

Condannare a un anno e mezzo il boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti e gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello. È questa la richiesta del pm Alberto Galanti nel processo in corso a Roma per le minacce rivolte in aula durante il processo di appello 'Spartacus' a Napoli, nel 2008, alla giornalista Rosaria Capacchione e allo scrittore Roberto Saviano. L'accusa è minacce aggravate dal metodo mafioso.

«Rosaria Capacchione è stata una spina nel fianco dei clan dei Casalesi e Roberto Saviano con il suo libro 'Gomorra' ha acceso i fari sulla provincia di Caserta: questo per una consorteria mafiosa – ha detto nella requisitoria il pm Galanti – è un colpo al cuore. Entrambi erano da considerare nemici giurati del clan dei Casalesi».

Come parte civile sono presenti la Federazione nazionale della Stampa italiana, rappresentata dall'avvocato Giulio Vasaturo, e l'Ordine dei giornalisti della Campania. Quattro anni fa era stata dichiarata nulla la sentenza di primo grado dalla Corte di Appello di Napoli per incompetenza territoriale e il procedimento è stato trasferito a Roma. (Adnkronos)

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