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Usigrai | 18 Feb 2019
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Quelli che il calcio, Cpo ed Esecutivo Usigrai: «La Rai prenda le distanze dalle frasi sessiste di Collovati»

«Quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non ce la faccio! Non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo», ha detto l'opinionista durante il programma. La risposta: «Uno squallido siparietto al quale non avremmo voluto assistere».
Fulvio Collovati

«Una frase sessista, zeppa di stereotipi durante 'Quelli che il calcio': qualcuno ha spiegato al signor Fulvio Collovati che la Rai ha un contratto di servizio che impone un linguaggio non stereotipato nei confronti delle donne? Uno squallido siparietto, quello che si è verificato durante la puntata di domenica 17 febbraio di 'Quelli che il calcio' in onda su Raidue, al quale non avremmo mai voluto assistere. Aggravato dal fatto che Collovati ha ribadito e rivendicato gli stessi concetti in una successiva intervista al corriere.it». È quanto si legge in una nota congiunta di Cpo Usigrai ed Esecutivo Usigrai.

Fulvio Collovati, opinionista del programma, ha commentato a 'Quelli che il calcio' parlando di donne e calcio con la seguente frase: «Quando sento una donna, anche le mogli dei calciatori, parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non ce la faccio! Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c'è niente da fare».

«Ci chiediamo – proseguono Cpo ed Esecutivo Usigrai – se i responsabili del programma, la direzione e i vertici della Rai ritengano di dover prendere le distanze, stigmatizzare e porre rimedio a quanto avvenuto. E se, in assenza di scuse pubbliche, la Rai ritenga di volerlo confermare come opinionista. La frase di Collovati infatti non soltanto denota mancanza di sensibilità umana e professionale ma soprattutto viola palesemente quanto previsto dal contratto di servizio nell'articolo 2 comma 3 lettera g: 'Superare gli stereotipi di genere al fine di promuovere la parità e di rispettare l'immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione'».

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