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Servizio pubblico | 09 Ago 2018
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Rai, Fnsi e Usigrai: «Il Cda ostaggio del governo»

«Il no alla proposta di nominare Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti, è la prova che l'obiettivo non è mettere l'azienda in condizione di operare, ma solo occuparla», rileva il sindacato dopo che l'ultima riunione del Consiglio si è chiusa senza aver individuato il presidente.
Rai, Fnsi e Usigrai: «Il Cda ostaggio del governo»

Il Cda della Rai è «ostaggio del governo. Ancora una volta i consiglieri si sono piegati al diktat governativo e non hanno nominato il presidente». Lo dicono, in una nota congiunta, Fnsi e Usigrai al termine dei lavori dell'ultima riunione del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini che si è concluso con un nulla di fatto sulla nomina del nuovo presidente.

«Allo stesso modo - prosegue il sindacato - il no alla proposta di nominare Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti, è la prova che l'obiettivo non è mettere l'azienda in condizione di operare, ma solo occuparla. È un comportamento che condanna la Rai all'immobilismo. E nei fatti a non poter operare, creando gravi danni all'azienda».

Per Fnsi e Usigrai «di certo ora il Consiglio di amministrazione non può andare in vacanza. I consiglieri hanno il dovere di convocarsi in seduta permanente fino a che non si trova la maggioranza per un presidente di garanzia».

E quanto, infine, al consigliere anziano Marcello Foa, i rappresentanti dei giornalisti italiani rilevano: «La sua presunzione di continuare a svolgere un inesistente ruolo di coordinatore è un atto di arroganza e di prepotenza nei confronti di quanto votato e scritto dal Parlamento».

 

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