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Fnsi | 19 Dic 2003
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Ucraina: giallo sulla morte del Presidente dell’unione regionale giornalisti

Ucraina: giallo sulla morte del Presidente dell’unione regionale giornalisti

Ucraina: giallo sulla morte del Presidente dell’unione regionale giornalisti

E’ morto in circostanze poco chiare Volodymyr Karachevtsev, Presidente dell’Unione Regionale Indipendente dei giornalisti ucraini. Secondo le informazioni raccolte dall’International Press Institute (IPI) Karachevtsev, che lavorava anche come redattore capo del giornale Kuryer e per la pubblicazione telematica Vlasti.net, è stato trovato impiccato lo scorso 14 dicembre a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhya, nel nord-est dell’Ucraina. Né gli inquirenti né Ihor Jenin, superiore di Karachevtzev al Kuryer, sono certi dell’ipotesi suicidio e non escludono la possibilità che si tratti di omicidio. Jenin ha infatti reso noto che il giornalista aveva ricevuto numerose minacce di morte in seguito ad articoli ed inchieste su vicende di corruzione che vedevano coinvolti funzionari del governo locale e uomini d’affari. Karachevtzev non è il solo reporter ucraino ad aver pagato con la vita l’adesione ai principi della libertà di espressione e della professione giornalistica. Sono 18 i giornalisti morti nel paese per cause legate alla professione a partire dal 1991, anno dell’indipendenza. Molti di questi casi sono ad oggi insoluti o fortemente controversi e gli inquirenti sono stati spesso accusati di non aver condotto le indagini in modo appropriato. Molti dubbi rimangono in particolare intorno alle vicende di Mykhailo Kolomiets, direttore dell’agenzia di stampa indipendente Ukrainsky Novyny, rinvenuto impiccato ad un albero nelle vicinanze di Belarus nell’ottobre 2002, e di Georgi Gongadze, noto giornalista d’opposizione morto nel settembre 2000. Per questo ultimo caso, lo stesso Presidente Leonid Kuchma è stato accusato dalla Corte d’Appello di Kiev per azioni criminose connesse alla morte del giornalista. Fonte: Informazione Senza Frontiere Traduzione: Sara Mannocci Reporter senza frontiere e l'Istituto dei mass media chiedono l’apertura di un’inchiesta approfondita in seguito alla morte di un giornalista Volodymyr Karachevtsev, vice-caporedattore del settimanale Kurier, collaboratore del giornale online Vlasti.net e presidente del sindacato dei giornalisti indipendenti di Zaporojie (sud-est del paese), è stato ritrovato morto il 14 dicembre 2003, impiccato alla maniglia del frigorifero nel suo appartamento di Melitopol. "Le circostanze della morte di questo giornalista, critico nei confronti delle autorità locali, sono particolarmente sconvolgenti e le informazioni che siamo riusciti a raccogliere sono piuttosto contraddittorie. Vista la situazione di precarietà della libertà di stampa nel vostro paese e tenuto conto dei precedenti di cui tutti conserviamo un triste ricordo, le chiediamo di vigilare personalmente affinché l’inchiesta avviata dalla polizia sia condotta in maniera minuziosa, rapida e trasparente. In questa fase dell’indagine, scartare a priori la pista legata alla professione giornalistica sarebbe, ai nostri occhi, un grave errore", hanno scritto Reporter senza frontiere e l’Istituto dei Mass Media (IMI, l’organizzazione per la difesa della libertà di stampa in Ucraina), in una lettera congiunta indirizzata al procuratore generale del paese, Gennadi Vassiliev. Volodymyr Karachevtsev, 47 anni, ex-ufficiale della Marina e padre di due bambini, è stato ritrovato dall’ex-moglie, Zinaida, impiccato (era a 70 cm dal suolo) dal collo del suo pullover impigliato alla maniglia del suo frigorifero. La sera precedente, la sua ex-moglie era passata a trovare il giornalista colpito dalla morte del padre, avvenuta una settimana fa. Il funerale del giornalista ha avuto luogo il 16 dicembre, a due giorni dalla sua morte. Il procuratore di Melitopol, Leonid Vasylenko, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta, ha dichiarato che Volodymyr Karachevtsev è morto in seguito a un’asfissia meccanica. Inoltre, ha aggiunto che alcune analisi erano già state fatte da degli esperti sanitari locali e che alcuni prelievi effettuati sul cadavere del giornalista devono ancora essere esaminati. Secondo quanto affermano il procuratore e il responsabile della polizia locale, Oleg Bukach, la tesi del suicidio sarebbe da escludere. Per il momento, la versione più accreditata dalla polizia sarebbe quella di una morte accidentale. Oleg Bukach ha dichiarato il 16 dicembre che il giornalista, in stato di ubriachezza, era caduto accidentalmente e che il collo del suo pullover, rimasto impigliato alla maniglia del frigorifero, lo avrebbe soffocato. Dalle sue dichiarazioni emerge che la polizia non ha riscontrato nessun particolare disordine nell’appartamento abitato da Volodymyr Karachevtsev. A Reporter senza frontiere ha dichiarato che i risultati delle perizie, coperti dal segreto istruttorio, erano già nelle sue mani e che il corpo della vittima non presentava tracce di violenza. I colleghi del giornalista, in particolare il caporedattore del Kurier, Igor Yenin, respingono la tesi dell’incidente e sono convinti che sia stato assassinato perché in procinto di rivelare delle informazioni delicate che riguardano le autorità locali. La redazione, che sta conducendo invece un’inchiesta parallela, afferma che l’appartamento del giornalista era invece in disordine e che la polizia, che non ha ricevuto i risultati dei test di alcolemia, dovrebbe evitare di trarre sbrigative conclusioni. Negli ultimi tempi, Volodymyr Karachevtsev stava indagando su alcuni episodi di corruzione di cui si sarebbero resi responsabili diversi uomini politici. L’inchiesta era stata avviata in seguito al fallimento dell’azienda Start e alla vendita a prezzo da saldo di una proprietà dello Stato conclusa dal sindaco. In un’intervista accordata all'IMI, Igor Yenin ha dichiarato che Volodymyr Karachevtsev una settimana prima della sua morte era partito in reportage non lontano dalla città e che il suo materiale professionale, in particolare il dictafono e la macchina fotografica, avrebbero dovuto essere ritrovate nell’appartamento del giornalista. Secondo lui, il giornalista aveva ricevuto delle minacce di morte e subito un’aggressione a inizio anno. Diversi elementi citati nella stampa locale, lasciano pensare che potrebbe trattarsi di un assassinio legato all’attività professionale del giornalista. Nel pomeriggio del 16 dicembre, nella redazione di Vlasti.net era arrivata una telefonata anonima da parte di un uomo che aveva dichiarato con voce gioiosa: "Per noi è solo un imbecille in meno, vi richiamerò presto". I giornalisti, che hanno fatto in tempo a leggere sul display il numero di telefono, hanno trasmesso l’informazione all’ufficio del procuratore, che ha potuto rapidamente identificare l’autore della telefonata. Secondo il procuratore Vasylenko, si tratterebbe del direttore di un complesso commerciale di Melitopol. Kurier pubblica spesso degli articoli estremamente critici nei confronti del sindaco della città, Vasyl Yefymenko, e del vice-sindaco, Oleksander Ilchuk. Quanto al sito Vlasti.net, creato dal sindacato regionale dei giornalisti indipendenti, si è dato per missione di rivelare e denunciare tutti gli "affaire" equivoci in cui sono coinvolti le autorità e gli uomini politici locali. Reporter senza frontiere e l'IMI ricordano che Géorgiy Gongadze, caporedattore del giornale online Pravda.com.ua, e Igor Alexandrov, direttore generale della televisione TOR, entrambi molto critici con le oligarchie locali, sono stati assassinati rispettivamente nel 2000 e nel 2001.

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