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In piazza per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni
Un momento della manifestazione di Roma
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Manifestazioni 26 Gen 2020

#4annisenzagiulio, Giulietti a Fiumicello: «Pretendere verità è un dovere che riguarda ciascuno di noi»

Il presidente della Fnsi alla manifestazione organizzata nel paese natale di Giulio Regeni. Presenti anche il presidente della Camera, Roberto Fico e il presidente di Amnesty International Italia, Emanuele Russo. Migliaia di fiaccole accese in tutta Italia. A Roma iniziativa al Pantheon.

Migliaia di luci accese per ricordare Giulio Regeni quattro anni dopo quel 25 gennaio 2016 in cui il giovane ricercatore italiano fu rapito al Cairo. Migliaia di persone in tante piazze, grandi e piccole, hanno abbracciato mamma Paola e papà Claudio, che da Fiumicello hanno ribadito la richiesta di verità e giustizia. Nel paese natale di Giulio, con la famiglia Regeni e l'avvocata Alessandra Ballerini, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali e personaggi politici locali e regionali, anche il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, il presidente di Amnesty International Italia, Emanuele Russo, il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta, Erasmo Palazzolo, il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha confermato l'impegno nella ricerca della verità: «Nel 2020 dobbiamo fare passi avanti decisivi, questo – ha affermato – deve essere l'anno della verità. Non è più il tempo delle parole, servono fatti».

A Fiumicello quattromila candele hanno composto la parola 'Verità': una richiesta che ha unito i partecipanti alle manifestazioni promosse in tutta Italia da Amnesty International. «Pretendere la verità per Giulio Regeni non è un 'affare di famiglia', ma un dovere etico e civile che riguarda ciascuno di noi», ha osservato il presidente Giulietti, che ha ringraziato i giornalisti che continuano a illuminare la vicenda e a fare da scorta mediatica a chi cerca giustizia.

«Un anno fa, in oltre cento piazze, chiedevamo verità per Giulio Regeni, speranzosi che non ci sarebbe stato un altro 25 gennaio. Oggi – ha detto il presidente di Amnesty, Russo – constatiamo che, nonostante le importanti rivelazioni emerse sulla dinamica dell'omicidio, l'istituzione di una Commissione d'inchiesta e le dichiarazioni del nuovo governo Conte, pochi avanzamenti concreti sono stati compiuti nelle indagini. Nel frattempo, però, sono stati conclusi importanti accordi commerciali ed economici con l'Egitto. Torneremo in piazza a chiedere verità a entrambi i governi, determinati a far sì che si possa, finalmente, vedere la luce».

Da Fiumicello, infine, l'appello di Paola Deffendi: «Abbiamo bisogno della collaborazione dell'Egitto e non possiamo pensare di ottenerla se dopo averli 'sgridati', li accogliamo con i tappeti rossi. In questi quattro anni abbiamo visto una carrellata di affari tra i due Paesi. Così non potremo mai metterli alle strette. Questo è il tempo delle scelte. Giulio fa tante cose ma non può fare tutto. Ora tocca alla politica».

A Roma striscioni, cartelli e candele hanno tinto di giallo la piazza antistante il Pantheon. Fra i manifestanti anche l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, ha assicurato che «non sarà il passare del tempo a farci demordere; la campagna per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni continua». Poi la lettura de messaggio dei genitori. Alle 19.41, in contemporanea con le altre piazze, un minuto di silenzio e infine l'applauso.

@fnsisocial

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