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Mafia 04 Dic 2014

Commissione antimafia: Fava, troppe minacce a giornalisti

In Italia per affrontare il problema dei troppi giornalisti minacciati "occorre rompere l'isolamento dei minacciati e per questo non bastano i comunicati di solidarietà". "Occorre anche cambiare la legge sulla diffamazione e punire chi minaccia i giornalisti, perché le intimidazioni e l'impunità stanno riducendo la qualità e la completezza dell'informazione", ha detto Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia, nella Sala Clemenceau del Senato francese, al Palazzo del Lussemburgo, nel corso "della conferenza sulla libertà di stampa e la protezione dei giornalisti" organizzata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) durante la quale è stata varata una piattaforma europea internet del Consiglio d'Europa sulla quale saranno segnalate tempestivamente le minacce più gravi nei confronti di giornalisti e blogger.

In Italia per affrontare il problema dei troppi giornalisti minacciati "occorre rompere l'isolamento dei minacciati e per questo non bastano i comunicati di solidarietà". "Occorre anche cambiare la legge sulla diffamazione e punire chi minaccia i giornalisti, perché le intimidazioni e l'impunità stanno riducendo la qualità e la completezza dell'informazione", ha detto Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia, nella Sala Clemenceau del Senato francese, al Palazzo del Lussemburgo, nel corso "della conferenza sulla libertà di stampa e la protezione dei giornalisti" organizzata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) durante la quale è stata varata una piattaforma europea internet del Consiglio d'Europa sulla quale saranno segnalate tempestivamente le minacce più gravi nei confronti di giornalisti e blogger.

"Non sapevo che in Italia così tanti giornalisti devono difendersi da minacce a causa del loro lavoro", ha commentato Anne Brasseur, presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa "Anch'io sono sorpreso e impressionato da questi dati. Ciò che accade in Italia è simile a ciò che accade in Russia, dove la situazione è molto grave", ha aggiunto Andrey Lipsky, il direttore della "Novaya Gazeta" di Mosca, il giornale di Anna Politovskaja. Fava aveva descritto la situazione italiana definendola allarmante e citando le statistiche di "Ossigeno per l'Informazione: oltre duemila intimidazioni in otto anni, oltre quattrocento nell'anno in corso, nelle più varie tipologie che comprendono "modalità spregiudicate e raffinate, fra cui querele pretestuose e richieste di danni infondate".    Fava ha ricordato che in Italia sono stati uccisi da mafia e terrorismo undici giornalisti, che almeno dieci vivono sotto scorta e molte centinaia vivono in condizioni di pericolo. "Ieri il giornalista di Partinico Pino Maniaci ha trovato i suoi cani impiccati". La maggior parte dei giornalisti italiani, ha aggiunto, ha paghe misere, non ha assistenza legale dai suoi editori e può ricevere pretestuose richieste di danni anche del valore di dieci milioni di euro e ciò li rende facilmente ricattabili da chi vuole fermare notizie non gradite. Fava ha ricordato che la Commissione Antimafia sta svolgendo una indagine specifica sulle minacce ai giornalisti che insieme "ai dati preziosi di Ossigeno" fa apparire in tutta evidenza la necessità di depenalizzare la diffamazione e di creare un forte deterrente contro chi usa la diffamazione a scopo intimidatorio abusando della legge. Chi chiede pretestuosamente un milione di euro di danni dovrebbe essere condannato a pagare una parte della cifra richiesta.   (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

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