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Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi
Fnsi 22 Ott 2026

Costante: «Con la riforma dell'Ordine professione a rischio. Da tempo abbiamo chiesto un confronto a Bartoli»

La segretaria generale della Fnsi replica al presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti: «La Federazione della Stampa si confronta continuamente sul contratto, dentro e fuori il sindacato, nelle redazioni e con gli editori. Ma, purtroppo, quello che non può fare la Fnsi è costruire il mercato del lavoro, che invece può costruire l’Ordine dei giornalisti».

«Ha ragione Carlo Bartoli: in un momento complicato per la professione giornalistica, bisognerebbe ragionare sulle cose concrete e non sulle suggestioni populiste, portate avanti da chi la professione non la frequenta più da tempo, grazie ai prepensionamenti o a causa di essi». Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, in risposta alla dichiarazione diffusa giovedì 22 ottobre 2026 dal presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli.

Costante prosegue: «Vorrei confortare Carlo Bartoli: la Fnsi si confronta continuamente sul contratto, dentro e fuori il sindacato, nelle redazioni e con gli editori. Ma, purtroppo, quello che non può fare la Fnsi è costruire il mercato del lavoro, che invece può costruire l’Ordine dei giornalisti».

La segretaria generale della Fnsi sottolinea poi che «in Italia i giornalisti sono più di centomila, su una popolazione di circa 58 milioni di abitanti. Un numero enorme, visto che meno della metà lavora e ha una posizione previdenziale attiva, come dovrebbe ben sapere il presidente dell’Ordine. E proprio in un momento delicato, di costruzione di un nuovo contratto di lavoro, dire che i giornalisti professionisti, che costituiscono quasi la totalità dei dipendenti delle aziende editoriali, devono rispondere solo al criterio della prevalenza del lavoro significa dire oggi agli editori che possono risparmiare ancora sul costo del lavoro e quindi sulle retribuzioni stesse. Non entro nelle questioni interne dell’Ordine, ma mi chiedo per quale motivo un giovane dovrebbe frequentare l’università, laurearsi e poi iscriversi a un Ordine che gli dice che può fare anche un altro mestiere».

Viene poi evidenziato che «nel merito, la prevalenza contenuta nello statuto e nel regolamento della Fnsi è ben differente dal concetto di prevalenza inserito dall’Ordine. Prima di tutto perché il concetto di prevalenza fa riferimento a pubblicisti che svolgono di fatto attività professionale e che, quindi, possono rientrare in questa categoria ai soli fini interni della Fnsi. La distinzione che fa l’Ordine, invece, ha esattamente l’effetto contrario, perché trasforma i professionisti in superpubblicisti: questa previsione, visto che l’Ordine è un ente di diritto pubblico, ha un valore ordinamentale per tutti i giornalisti italiani».

Costante conclude: «Quanto alla forma, è dal 2023 che chiedo a Bartoli e al Cnog un incontro per discutere questa riforma che è, per il sindacato, totalmente dannosa per la categoria. L’ho fatto nei modi urbani e civili tanto cari al presidente dell’Ordine, anche attraverso una richiesta formale di confronto inviata nei giorni scorsi e rimasta senza risposta. Se e quando Carlo Bartoli vorrà confrontarsi con il sindacato dei giornalisti, noi, come sa bene, siamo pronti, ma non possiamo tacere il rischio esiziale per la professione contenuto in questa riforma».

@fnsisocial

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