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Associazioni 28 Ott 2026

Ravenna, Aser segnala il bando del Comune all'Anac: «Impegno mantenuto»

Il sindacato regionale contesta la previsione nel capitolato d'appalto sull'affidamento dei servizi di contrasto alla povertà estrema di sanzioni economiche per coloro che dovessero parlare con i giornalisti. «Una lesione del diritto dei cittadini ad essere informati», rileva.

«Impegno mantenuto». Come anticipato all'indomani della pubblicazione, l'Associazione stampa Emilia-Romagna, assistita dall'avvocato Valerio Vartolo, ha provveduto a segnalare all’Anac il bando del Comune di Ravenna relativo all'affidamento dei servizi di contrasto alla povertà estrema che prevede sanzioni economiche per coloro che dovessero parlare con i giornalisti. A darne notizia il presidente del sindacato regionale, Paolo Maria Amadasi, mercoledì 28 ottobre 2026.

«La presente istanza - si legge nell'oggetto della segnalazione - è in merito alle clausole inibitorie e ai divieti di rilascio di dichiarazioni, dati o interviste imposti ai giornalisti e ai lavoratori impiegati nell'appalto, previsti dall'Art. 11 ('Rapporti con gli organi di informazione') del Capitolato Speciale d'Appalto del Comune di Ravenna. Il capitolato d'appalto stabilisce un divieto assoluto e generalizzato, esteso sia all'appaltatore che al personale impiegato, di fornire agli organi di informazione qualsiasi notizia, dato, intervista o dichiarazione sul servizio svolto (inerente a settori delicati come il contrasto alla povertà, la stazione di posta e l'accoglienza notturna), subordinando ogni comunicazione a una preventiva e formale autorizzazione discrezionale della Stazione Appaltante».

Per l'Aser, «tale previsione contrattuale introduce una censura preventiva di fatto e un bavaglio informativo su servizi pubblici essenziali e di rilevante interesse collettivo. L'imposizione di sanzioni pecuniarie a carico dell'impresa in caso di violazione (rinviando all'art. 26 del capitolato) crea un effetto dissuasivo indiretto (chilling effect) che di fatto impedisce agli operatori e ai lavoratori di interfacciarsi liberamente con la stampa. Si configura - incalza l'Assostampa - una lesione del diritto di cronaca tutelato dall'articolo 21 della Costituzione e del correlato diritto dei cittadini a una corretta, trasparente e tempestiva informazione su attività di welfare e gestione sociale finanziate anche con fondi pubblici (Pnrr)».

Una segnalazione «dovuta - conclude il sindacato - tanto più che in provincia di Ravenna, a Conselice, sorge il monumento della libertà di stampa e che, sempre a Conselice, grazie ad Aser, Fnsi e Comune, è stato costituito l'Osservatorio sulla libertà di stampa». (mf)

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