Il 19 ottobre 2026, alle ore 10.30, i giornalisti liguri scenderanno in piazza per dire basta a «una nuova stagione di bavagli e censure che lede il diritto dei cittadini, sancito dalla Costituzione, di conoscere i fatti che accadono nelle loro città».
La protesta è organizzata dall'Ordine dei giornalisti della Liguria, dall'Associazione Ligure Giornalisti e dal Gruppo Cronisti Liguri. «Da qualche mese in Liguria, da Ventimiglia a Sarzana, le forze dell'ordine censurano volutamente nei loro resoconti quotidiani fatti di cronaca come i furti, le rapine, le truffe agli anziani, le violenze sessuali e gli accoltellamenti. Lo fanno, a loro dire, perché queste notizie, pubblicate sulla stampa, creano 'allarme sociale'», spiegano i rappresentanti regionali della categoria in una nota congiunta diffusa lunedì 5 ottobre.
«Ai cronisti - proseguono Ordine e Assostampa - oltre a essere vietato l'ingresso nelle caserme, nelle questure e nei distretti di polizia, vengono fornite unicamente le notizie relative ai controlli dei pattuglioni. Questo costituisce una grave violazione dell'articolo 21 della Costituzione, che recita espressamente: 'La stampa non può essere soggetta a autorizzazioni o censure'».
Oltre a ciò, prosegue la nota, «le stesse forze dell'ordine in Liguria negano sistematicamente di fornire ai giornalisti il nominativo dell'avvocato difensore della persona arrestata o indagata, con una palese violazione del diritto alla presunzione d'innocenza».
Alla manifestazione è stata annunciata la partecipazione di: Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine nazionale dei Giornalisti; Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi; rappresentanti del mondo dell'avvocatura, del sindacato e della magistratura. Previsti gli interventi, tra gli altri, di Tommaso Fregatti, presidente Odg Liguria; Andrea Leoni, vicepresidente Odg Liguria; Matteo Dell'Antico, segretario Assostampa ligure; Milena Arnaldi, presidente del sindacato regionale e Katia Bonchi, presidente del Gruppo Cronisti Liguri. (mf)