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Il Palazzo di Giustizia di Torino (Foto: da google.com/maps)
Associazioni 20 Ott 2026

Subalpina, Odg e Gruppo Cronisti Piemonte: «Solidarietà al collega indagato per una ‘fuga di notizie’. Difficili i riscontri con fonti ufficiali»

«Se non interverranno al più presto modifiche alla normativa – si legge in una nota congiunta - altri episodi di questo genere potranno verificarsi».

Un collega «sottoposto a indagine per una presunta fuga di notizie in merito a un’inchiesta sulla criminalità organizzata. Pur senza entrare nel merito del fascicolo aperto, evidenziamo come eventi di questo genere possano essere favoriti dalla difficoltà di trovare riscontri presso le fonti ufficiali». A riportare la notizia sono, in una nota congiunta diffusa martedì 20 ottobre 2026 Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Associazione Stampa Subalpina e Gruppo Cronisti.

Viene poi posta l’attenzione sulle «difficoltà che i cronisti incontrano ogni giorno nel raccontare all’opinione pubblica fatti di grande interesse collettivo, alle prese con fonti che diffondono notizie parziali, incomplete e spesso difficili se non impossibili da verificare per la mancanza di elementi essenziali».

Il documento prosegue: «La ragione è nota e fa riferimento al decreto con il quale il Parlamento ha recepito la norma comunitaria sulla presunzione di innocenza: una legge che stabilisce il sacrosanto principio secondo cui nessuno debba essere considerato colpevole fino a sentenza definitiva, ma che, nella sua traduzione italiana, ha affidato ai procuratori capo un’ampia discrezionalità in merito alle notizie che possono essere diffuse e quindi a ciò che i cittadini hanno diritto di conoscere. Da loro deve passare l’autorizzazione per ogni singola notizia, a partire dai più banali incidenti stradali nei quali vi siano feriti, fino alle più delicate inchieste che riguardano la pubblica amministrazione, passando per i reati che incidono sulla sicurezza dei cittadini».

Odg, Assostampa e Gruppo Cronisti concludono esprimendo solidarietà al collega indagato, «nella consapevolezza che, se non interverranno al più presto modifiche alla normativa, altri episodi di questo genere potranno verificarsi. A essere danneggiata sarà anzitutto la fiducia che i cittadini ripongono nella giustizia, una fiducia che, nel rispetto di tutti i diritti, deve fondarsi anzitutto sulla trasparenza delle informazioni». (anc)

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