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Minacce | 04 Mag 2017
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Aggredita troupe di Matrix, la Fnsi: «Le istituzioni garantiscano l’incolumità dei giornalisti»

La solidarietà del sindacato alla collega Francesca Parisella e agli operatori della trasmissione di Nicola Porro. «Le autorità competenti si attivino per identificare e assicurare alla giustizia gli aggressori», chiedono il segretario Lorusso e il presidente Giulietti.
Il segretario Lorusso e il presidente Giulietti

Il segretario generale e il presidente della Fnsi commentano così quando accaduto ieri sera in diretta tv. La giornalista Francesca Parisella stava cercando di raccontare la situazione nella principale stazione ferroviaria della Capitale e di documentare la situazione dei bivacchi che la popolano la notte, ma ha appena il tempo di iniziare il collegamento per poi avvertire: «Ci hanno aggrediti».

La camera ondeggia, la cronista urla impaurita. Qualche minuto dopo, Porro da studio spiega che «Francesca è sconvolta ma sta bene. Hanno distrutto la telecamera e malmenato l'operatore». Versione confermata dalla stessa Parisella, al telefono, poco più tardi: «Eravamo a distanza per raccontare che tipo di accoglienza possiamo dare, si sono infastiditi e ci hanno aggrediti. Mi hanno rincorsa e preso per la giacca», ha spiegato la collega.

«Chi le ha impedito di andare in onda – rilevano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti – ha voluto lanciare un messaggio chiaro a tutti i giornalisti: “State alla larga dalla stazione Termini”. Tutto ciò è inaccettabile perché in un Paese civile non possono esistere zone franche per chi si dedica a traffici per nulla limpidi».

I vertici della Fnsi chiedono quindi che le autorità competenti si attivino per identificare e assicurare alla giustizia gli aggressori di Francesca Parisella e degli operatori di Matrix, ai quali va la solidarietà del sindacato dei giornalisti.

«Ma soprattutto – concludo il segretario Lorusso e il presidente Giulietti – è necessario che il ministro dell’Interno adotti ogni misura necessaria per consentire ai giornalisti di fare il loro mestiere in assoluta sicurezza, anche in quelle periferie del malaffare che vanno illuminate dall’informazione».

@fnsisocial
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