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Minacce | 07 Gen 2019
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Aggressione neofascista contro giornalisti dell'Espresso, Fnsi e Cnog al fianco dei colleghi

«Azioni che non sono degne di un Paese che si definisce civile», commentano sindacato e Ordine che «oltre ad una presa di posizione del Viminale» auspicano un'azione «più incisiva da parte delle istituzioni rispetto al riaffermarsi, in tutto il Paese, di frange di estrema destra e gruppi neofascisti».
Solidarietà Fnsi e Ordine ai giornalisti aggrediti da militanti neofascisti (espresso.repubblica.it)

La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Ordine nazionale dei giornalisti esprimono solidarietà ai colleghi dell'Espresso Federico Marconi e Paolo Marchetti, aggrediti a Roma da aderenti ad Avanguardia Nazionale e Forza Nuova. Come ricostruisce sul sito web dell'Espresso Giovanni Tizian, il cronista e il fotografo si trovavano nelle vicinanze del cimitero monumentale del Verano per documentare la manifestazione in ricordo dei morti di Acca Larentia organizzata da Avanguardia nazionale.

Un gruppo di neofascisti si è avvicinato a Marchetti e, con spinte e pesanti minacce, si è fatto consegnare la scheda di memoria della macchina fotografica. Altri militanti hanno quindi accerchiato il giornalista Federico Marconi e hanno iniziato a colpirlo con calci e schiaffi.

«Azioni che non sono degne di un Paese che si definisce civile e che rappresentano purtroppo solo l'ultimo episodio di violenza e intolleranza nei confronti di giornalisti 'colpevoli' solo di svolgere il proprio lavoro al servizio dei cittadini e del loro diritto a essere informati», affermano Fnsi e Cnog.

«Siamo convinti che i colleghi aggrediti, così come tutta la redazione dell'Espresso, continueranno con ancora più forza e determinazione a 'illuminare' un fenomeno, quello del riaffermarsi di frange di estrema destra e gruppi neofascisti in tutto il Paese, rispetto al quale, oltre ad una presa di posizione del Viminale, auspichiamo un'azione più incisiva da parte delle istituzioni», proseguono sindacato e Ordine.

«Siamo e saremo al fianco di Federico Marconi e Paolo Marchetti - concludono - in qualsiasi iniziativa riterranno di voler intraprendere in difesa delle loro persone e della loro professionalità e ci auguriamo che forze dell'ordine e magistratura facciano in fretta chiarezza sull'accaduto, anche in relazione al divieto di ricostituzione del partito fascista».

Aggressione fascista contro giornalisti Espresso, il comunicato del Cdr di Repubblica
Il Cdr e la Redazione di Repubblica condannano duramente l’inqualificabile aggressione di stampo neofascista nei confronti di due colleghi dell’Espresso, il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti.
I giornalisti di Repubblica, dell’Espresso e di tutto il Gruppo Gedi non si fermeranno davanti ad alcuna intimidazione, continueranno a documentare con scrupolo ogni fatto di cronaca e a denunciare qualsiasi deriva fascista.
Adesso ci aspettiamo che aggressioni indegne di un Paese democratico vengano perseguite dal Viminale e dall’autorità giudiziaria.

Unci: «L'aggressione al Verano figlia della delegittimazione continua del giornalismo»
L'Unione nazionale cronisti esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi dell'Espresso Federico Marconi e a Paolo Marchetti, vittime questo pomeriggio di una brutale aggressione a Roma mentre documentavano lo svolgimento della manifestazione in ricordo dei morti di Acca Larentia, organizzata da Avanguardia nazionale.
In attesa che forze dell'ordine e magistratura individuino i responsabili del brutale atto di squadrismo, l'Unci denuncia ancora una volta che il clima culturale di accerchiamento permanente e di attacchi continui alla professione, specie se promossi da chi riveste cariche politiche e istituzionali, non può che portare a una pericolosa escalation di aggressioni verbali e fisiche dei cronisti, episodi di fatto sdoganati da chi invece dovrebbe essere il primo difensore dei diritti fondamentali della Carta costituzionale.

@fnsisocial
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