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(Foto: di DO'Neil - commons.wikimedia.org)
Internazionale 04 Ago 2026

Australia, arriva il News Bargaining Incentive: tasse in aumento per le big del web

La legislazione dovrebbe essere presentata al parlamento entro poche settimane.

«Le grandi aziende tecnologiche che non riusciranno a concludere accordi commerciali con i media australiani dovranno pagare una tassa del 2,5% sui loro ricavi pubblicitari digitali. La legislazione dovrebbe essere presentata al parlamento entro poche settimane». Lo rende noto l’emittente pubblica australiana ABC sul suo sito web lunedì 3 agosto 2026, rivelando quella che sarà la struttura del News Bargaining Incentive.

«Tuttavia - prosegue l’articolo - le aziende hanno ottenuto un'importante concessione, sostenendo con successo che la tassa dovrebbe essere applicata solo ai loro ricavi pubblicitari digitali. Ciò significa che, sebbene la penale per il mancato raggiungimento di accordi con le testate giornalistiche sia più alta di quella inizialmente prevista, l'importo che le aziende dovrebbero effettivamente pagare verrebbe calcolato su una percentuale molto inferiore del loro fatturato complessivo».

ABC ricorda poi che «i precedenti tentativi del governo di obbligare le grandi aziende tecnologiche a pagare per le notizie hanno provocato minacce di revocare completamente l'accesso alle piattaforme agli utenti australiani. Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, in precedenza si era rifiutata di rinnovare gli accordi con le testate giornalistiche stipulati inizialmente nell'ambito del Codice di contrattazione per i media, introdotto per la prima volta nel 2021» e ha «aggirato efficacemente il codice rimuovendo e declassando le notizie, anziché essere costretta a pagare per i contenuti. Per ovviare a questa lacuna, il sistema di incentivi si applica alle principali piattaforme, indipendentemente dal fatto che ospitino o meno notizie».

Nell’articolo si sottolinea che «le modifiche prevedono anche un'estensione della definizione di giornalista, che ora include i ruoli essenziali nella produzione e i freelance. Anche le start-up hanno ricevuto un riconoscimento: il 5% dei fondi raccolti tramite il News Bargaining Incentive sarà destinato a un programma di sovvenzioni per piccoli editori e nuove realtà. Il governo ha inoltre aumentato la compensazione per gli accordi con i piccoli editori dal 170% al 200%.

La ministra delle Comunicazioni Anika Wells ha affermato che il giornalismo è la «linfa vitale» di una democrazia solida. (anc)

@fnsisocial

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