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Fnsi 22 Set 2003

Emittenza: a Senigallia chiusa tv 'Disco Volante' televisione di strada gestita da cooperativa disabili. Telestreet: "Anche Rete 4 non dispone di concessione". Rossignoli (Aeranti-Corallo): "Occorrono regole uguali per tutti"

Emittenza: a Senigallia chiusa tv 'Disco Volante' televisione di strada gestita da cooperativa disabili. Telestreet: "Anche Rete 4 non dispone di concessione". Rossignoli (Aeranti-Corallo): "Occorrono regole uguali per tutti"

Emittenza: a Senigallia chiusa tv 'Disco Volante' televisione di strada gestita da cooperativa disabili. Telestreet: "Anche Rete 4 non dispone di concessione". Rossignoli (Aeranti-Corallo): "Occorrono regole uguali per tutti"

La Polizia postale, venerdì 19 settembre, ha chiuso un'emittente tv di quartiere fondata a Senigallia da una cooperativa di disabili, 'Disco volante', che trasmetteva in un raggio di circa 200 metri sfruttando il cono d' ombra di altre frequenze tv. Le proteste non si sono fatte attendere, a cominciare da quelle del presidente dell' emittente, il deputato diessino Luigi Giacco, e dall' on. Marco Lion dei Verdi. Giacco non nega che la tv operasse senza concessione, e dunque in un regime di illegalità, ma ricorda che in sede di discussione della Legge Gasparri sull'emittenza "il ministro aveva accettato l'idea di un ordine del giorno che affrontasse il nodo della regolamentazione delle tv di strada, pur avendo respinto un nostro emendamento in proposito. Nel frattempo - ha aggiunto il parlamentare dell' Ulivo - confidavamo in una sorta di gentleman agreement che impedisse l'oscuramento di queste emittenti". Invece 'Disco Volante', nata nel giugno scorso con un palinsesto dedicato ai problemi dell'handicap ma anche alla vita della città (al quale lavoravano due disabili e l'animatore della cooperativa Enea Discepoli), ha dovuto interrompere le trasmissioni. "Brutto segno, in una società dove il pluralismo dell'informazione si fa sempre più asfittico e l'anno dei disabili viene celebrato solo a parole" commenta Giacco. Ancora più duro Lion, membro dell' esecutivo nazionale dei Verdi, e deputato eletto a Senigallia. "E' singolare - osserva - che nel nostro paese il potere di oscuramento nell'ambito delle frequenze televisive venga esercitato solo verso realtà senza padrini politici, come fu Craxi per Berlusconi". "Ancora una volta infatti - prosegue - ambiti di libertà e di informazione di base, che hanno individuato uno spazio di frequenze al limite della correttezza formale ma che assolutamente non intaccano nessun diritto reale vengono chiuse, mentre situazioni palesemente e violentemente in contrasto con le leggi, come per esempio l'uso delle frequenze da parte di Rete 4, che da tempo dovrebbe trasmettere via cavo, restano senza alcuna sanzione o iniziativa da parte dell'Escopol". "Per non parlare conclude Lion - del plateale e scandaloso conflitto di interesse che vede, unico caso al mondo il presidente del Consiglio proprietario di tre reti televisive". Conflitto che secondo Lion anzichè trovare soluzione "verrebbe aggravato dal disegno di legge Gasparri". (ANSA). Il capogruppo Ds in Commissione Cultura della Camera Giovanna Grignaffini ha annunciato un'interrogazione parlamentare per prendere posizione contro la chiusura della tv di strada 'Disco Volante' fondata a Senigallia da un gruppo di disabili. A firmarla, fa sapere, saranno i circa 100 deputati che insieme a lei avevano presentato a gennaio una proposta di legge sulla materia. "Azioni come questa - scrive Grignaffini in un comunicato - limitano fortemente le possibilità di sviluppo nel nostro Paese di nuove forme di democrazia partecipata". "La decisione di chiudere una tv di strada - continua - è in contrasto con quanto approvato proprio dal Parlamento, che nel corso dell'esame della Legge Gasparri ha votato un ordine del giorno che va nella direzione di un più esplicito riconoscimento di questo tipo di esperienze". (ANSA). Il ministero delle Comunicazioni "ha dato corso oggi alla chiusura dell' emittente di strada ‘Disco Volante’ di Senigallia pur convivendo con il caso 'Mediaset Rete 4'". Il sequestro costituisce una "violazione dei diritti del cittadino, sanciti dall'articolo 21 della Costituzione, in quanto la portata di tali trasmissioni non supera quasi in nessun caso i 150 metri di raggio". Lo afferma in un comunicato Loredana Morandi di Telestreet network, annunciando che nuovi sequestri saranno effettuati nei prossimi giorni e che quello di Senigallia non è il primo caso del genere. "Il 4 dicembre del 2002 - ricorda - i carabinieri, su mandato del ministero delle Comunicazioni, tentò di chiudere Telefabbrica, una telestreet nata a Termini Imerese per sostenere la lotta degli operai della Fiat minacciati di licenziamento". Stavolta è toccato a Disco Volante, che "trasmette, da alcuni mesi, in un raggio di qualche centinaio di metri: più o meno è come impedire a due sordomuti di farsi dei gesti di saluto dai due lati della strada". Secondo la portavoce di Telestreet network, "il messaggio che arriva dal Governo appare chiaro. Nessuno ha più il diritto di comunicare, solo lui (e i suoi inservienti). Disco Volante, non avendo ottenuto la concessione governativa che autorizza a trasmettere, viola dunque un articolo Legge Mammì. Anche Rete 4 non dispone della concessione e il suo raggio di azione non è di 150 metri. Ma Rete 4, del circuito televisivo Mediaset, può trasmettere e il ministero delle Comunicazioni non la chiude". Il network, parlando di "comica repressione, che impedisce alla gente di trasmettere parole e immagini nel raggio di 150 metri", annuncia che continuerà a "rivendicare il diritto alla comunicazione e a riaffermare con tutti i mezzi questo diritto sancito dall'art. 21 della Costituzione, nata dalla Resistenza, di questi tempi - conclude la nota - è sempre bene ricordarlo". (ANSA). Marco Rossignoli, coordinatore nazionale dell'associazione delle imprese radiotelevisive locali Aeranti-Corallo, interviene sulla vicenda della tv di strada 'Disco Volante', chiusa dalla polizia postale a Senigallia, sostenendo che se i principi di libertà di espressione e informazione di queste emittenti sono condivisibili, vanno tuttavia espressi nel rispetto di regole «uguali per tutte». Svolgere attività di diffusione televisiva «senza la necessaria concessione o autorizzazione - dice Rossignoli - rappresenta anche una forma di concorrenza sleale nei confronti degli editori televisivi che corrispondono allo Stato il canone di concessione e le tasse di concessione governativa, sono sottoposti a obblighi, adempimenti e controlli connessi con il suddetto titolo concessorio e/o autorizzatorio». Il presidente di Aeranti ricorda anche che attivare impianti Tv senza un preventivo coordinamento tecnico con quelli già esistenti della Rai e dei privati «causa quasi sempre situazioni di interferenze, visto che le frequenze di emissione sono in numero limitato e quasi tutte occupate sull'intero territorio nazionale».(ANSA).

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