«La Fieg torna a battere cassa per gli aiuti all'editoria, come si legge nel documento del suo Consiglio generale. Agli editori, che nella loro prospettiva non hanno dedicato neppure una riga ai giornalisti che fino a prova contraria sono il core business dei loro media, la Federazione nazionale della Stampa ricorda che gli aiuti servono certo e servono anche in misura maggiore, ma non soltanto a mandare in prepensionamento i colleghi». Lo si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Fnsi mercoledì 29 luglio 2026.
«Al contrario – prosegue la nota - i fondi devono essere subordinati anche al rispetto e al rinnovo dei contratti. Tutti. Sono almeno 15 anni che gli editori hanno diminuito il costo del lavoro con lo svuotamento delle redazioni e applicando forfettizzazioni selvagge».
La Fnsi sottolinea poi di volere aiuti «per la qualità dell'informazione, bene primario della democrazia, e non solo per gonfiare utili. Quella qualità dell'informazione di cui alla Fieg, evidentemente, poco importa essendosi anche rifiutata di regolamentare l'uso dell'AI nelle proprie aziende. Tutti temi – conclude il sindacato dei giornalisti - che non hanno ricevuto una sola risposta costruttiva al tavolo aperto da quasi tre anni per un contratto scaduto nel 2016». (anc)