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Sentenze | 12 Apr 2019
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Friuli Venezia Giulia, la Consulta boccia il contratto giornalistico per gli uffici stampa della Regione

Secondo la Corte Costituzionale, la norma varata dalla Giunta allora guidata da Debora Serracchiani è in contrasto con la Carta, fra le altre ragioni, perché viola il principio generale che affida alla contrattazione collettiva il trattamento economico dei dipendenti pubblici.
Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale boccia l'applicazione del contratto di lavoro giornalistico negli uffici stampa della Regione Friuli Venezia Giulia e negli enti del comparto unico regionale, comprese le aziende sanitarie.
La sentenza dichiara l'illegittimità costituzionale della norma che, in attesa della definizione del contratto per chi si occupa d'informazione nelle pubbliche amministrazioni, prevedeva l'applicazione del contratto giornalistico, invece di quello del pubblico impiego, ai redattori che lavorano nel comparto regionale.

La norma è prevista all'articolo 1 della legge regionale 5 del 2018, quella per il sostegno e la valorizzazione del sistema informativo regionale, ed è stata impugnata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri davanti alla Consulta che l'ha giudicata illegittima per una serie di motivi.

Perché – stando al ragionamento del governo – determina una disparità di trattamento tra dipendenti pubblici; perché contrasta con il principio generale che affida alla contrattazione collettiva il trattamento economico dei dipendenti pubblici privatizzati; e, infine, perché non sono possibili deroghe neanche in via provvisoria.

La Regione ha tentato di far valere la competenza primaria che la Costituzione le riconosce in materia di ordinamento degli uffici e nello stato giuridico ed economico del personale, ma la Corte Costituzionale ha ritenuto fondate le tesi dello Stato.

PER APPROFONDIRE
Di seguito la sentenza della Corte Costituzionale n.81 del 2019.

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