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Sentenze | 20 Apr 2018
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La Corte di Appello Napoli: «Enzo Palmesano fu allontanato dal Corriere di Caserta per le pressioni del clan»

La conferma dei giudici del capoluogo partenopeo nelle motivazioni della sentenza appena depositate. «In questi anni la magistratura ha inferto colpi durissimi alla camorra casertana, ma la situazione nel territorio è ancora molto preoccupante», affermano Fnsi e Sugc.
Il giornalista Enzo Palmesano (Foto: stamparomana.it)

La Corte di Appello di Napoli conferma che il giornalista Enzo Palmesano fu allontanato dal 'Corriere di Caserta' per le pressioni del clan Lubrano. Sono state depositate le motivazioni della sentenza. Il boss nelle intercettazioni chiede al nipote di fare pressioni sul direttore del giornale, Gianluigi Guarino per ridimensionare il cronista. Inquietante l'accostamento che il ras fa, come evidenzia il magistrato, 'tra lo sgradito articolista e le vicende professionali e di vita di Giancarlo Siani'.

«La sentenza apre uno scenario allarmante, nel quale la camorra può dire ad un giornale cosa scrivere. I fatti risalgono al 2003. In questi anni la magistratura ha inferto colpi durissimi alla camorra casertana, ma la situazione nel territorio è ancora molto preoccupante», affermano Federazione nazionale della Stampa italiana e Sindacato unitario giornalisti della Campania.

Secondo i dati del ministero dell'Interno, negli ultimi tre anni (dal 2015 al 2017) sono stati registrati in Campania 105 reati contro i giornalisti tra minacce, ingiurie, percosse, estorsioni, lesioni dolose e altri delitti. È la seconda regione per numero di reati dopo la Lombardia, dove ne sono stati registrati 107 (nel Lazio 99). Napoli, con 39 reati, è la terza città d'Italia dopo Milano (59) e Roma (75). Ma se consideriamo l'ultimo dato fornito dal Ministero, quello che va dal primo novembre del 2017 al 13 febbraio del 2018, cioè quello dell’ultimo periodo, Napoli è prima con 14 reati denunciati rispetto ai 10 di Milano e agli 8 di Roma.

«Un'impennata che ci preoccupa non poco. Anche perché – proseguono Fnsi e Sugc – ci troviamo di fronte ad un dato, quello del ministero, che ci dà una visione parziale della realtà, quella dei procedimenti aperti, delle denunce formalizzate. Basti pensare che il territorio più pericoloso, quello per il quale in Campania ci sono ben 4 giornalisti sotto scorta armata, la provincia di Caserta, è quello dove ci sono meno denunce: solo 10, meno di Benevento. Questo significa una cosa soltanto: non che non ci siano giornalisti minacciati, ma che quelle minacce vanno a buon fine. Per questo non bisogna abbassare la guardia, soprattutto in quei territori».

@fnsisocial
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