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Fnsi | 18 Apr 2002
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La "Gazzetta del Mezzogiorno": il Sindacato chiede garanzia e rilancio

La "Gazzetta del Mezzogiorno": il Sindacato chiede garanzia e rilancio

La "Gazzetta del Mezzogiorno":
il Sindacato chiede garanzia e rilancio

Non solo difesa dei livelli occupazionali, ma, soprattutto, dell’autonomia e dell’informazione di qualità di uno dei più importanti quotidiani del Sud. Perciò i parlamentari meridionali hanno deciso di fare un’interpellanza bipartisan contro il drastico ridimensionamento della Gazzetta del Mezzogiorno. Nelle parole del segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, la vertenza dello storico giornale meridionale è la spia di una situazione generale assai più grave che riguarda tutti i grandi giornali interregionali. "Provincilizzare" la Gazzetta sembra essere la parola d’ordine dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, ma è un vento che tira nell’editoria nazionale ed è un vento che parla di informazione su velina, a distanza, informazione fatta da collaboratori abusivi e ricattabili. Un’informazione che sembra preoccupare molto i parlamentari del Meridione, che, infatti, sono arrivati in gran numero, nonostante la votazione in corso in Parlamento sui giudici della Consulta, in mattinata, alla conferenza stampa organizzata dalla Fnsi: Giordano e Vendola per Rifondazione, Coviello, Lettieri, Procacci, Molinari, D’Andrea per la Margherita, i Ds Gruosso, Sasso, Stanisci, Caldarola, Azzolini di Forza Italia. E i telegrammi di Pisicchio, Dentamaro, Amoruso, Di Gioia e Spina Diana stanno ancora a dimostrare che i parlamentari pugliesi e lucani, come la Federazione e le associazioni stampa romana e di Puglia e Basilicata non vogliono accettare un piano di ristrutturazione che appare solo di ridimensionamento. La Gazzetta ha retto all’assalto delle testate dei grandi gruppi editoriali. Allorachè, come denuncia il presidente dell’associazione pugliese, Felice Salvati, l’editore presenta un piano da lacrime e sangue, che prevede 15 esuberi e la chiusura della redazione romana, un occhio sulla politica nazionale guardata dalla parte del Sud. Un piano, aggiunge, "che non prevede alcuna garanzia per il futuro del giornale". Un Mezzogiorno "che si vuole mortificare ancora una volta", come dice l’europarlamentare Procacci. La Gazzetta "non può diventare un foglietto locale come ce ne sono tanti", dice il presidente dell’associazione stampa lucana, Molinari, ricordando che le pagine della Lucania dovrebbero essere 13 fatte da 4 giornalisti. E la segretaria dell’associazione romana, Silvia Garambois, conclude che questa battaglia non è solo per la Gazzetta "ma in difesa di un’informazione , da parte dei giornali interregionali, che non sia avulsa dal contesto in cui economia e politica muovono i passi fondamentali". Con un ottica locale sì, ma visti da vicino.

@fnsisocial
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