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Associazioni | 28 Dic 2017
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Taranto, dopo la protesta di sindacato e Ordine ritirato il bando per addetto stampa al MarTa

Il Museo aveva pubblicato un avviso per il conferimento di un incarico di cococo che non prevedeva l'iscrizione all'Albo. «Eppure il Mibact, da cui dipende il MarTa, dovrebbe ben conoscere quanto prevede sull'esercizio abusivo della professione giornalistica la riforma dell'editoria varata dal governo di cui fa parte», avevano osservato Odg e Assostampa Puglia.
Il Museo nazionale archeologico di Taranto

Il MarTa annulla il bando contestato da Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa di Puglia. Con protocollo n°3725, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degli Innocenti, ha annullato l'avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa per addetto stampa e alla comunicazione e promozione.

"La scrivente Amministrazione, ai sensi della L. 241/1990 e s.m.i., intende esercitare la facoltà di autotutela decisoria. Pertanto – riporta l'atto – la scrivente Amministrazione annulla d'ufficio il provvedimento di indizione dell'avviso de quo in cui, per mero errore materiale, non è stato indicato un requisito ritenuto indispensabile ai fini della selezione. Tale annullamento ha efficacia retroattiva (ex tunc)".

L'assenza del requisito "ritenuto indispensabile" era stata denunciata dai rappresentanti dei giornalisti pugliesi, intervenuti proprio per chiedere di ritirate il bando nel quale non era prevista l'iscrizione all'Albo dei giornalisti.

«Se il Museo Nazionale Archeologico di Taranto avesse necessità di consulenza legale o sanitaria si rivolgerebbe ad avvocati o medici specializzati abilitati all’esercizio della professione?», chiedevano Odg e Assostampa Puglia dopo aver letto l'avviso del museo.

«Eppure – proseguiva la nota congiunta – il ministero dei Beni Culturali, da cui dipende il MarTa, dovrebbe ben conoscere quanto prevede sull'esercizio abusivo della professione giornalistica l'articolo 5 della legge 198 del 2016, ovvero il decreto sull'editoria varato dal governo di cui fa parte. Il requisito di iscrizione all'Ordine dovrebbe essere il primo dei criteri professionali necessari per poter accedere al suddetto bando. Colpisce, inoltre, il fatto che lo stesso Governo che ha abolito i contratti co.co.co. con il Job’s Act, ne avalli il ricorso da parte dei suoi ministeri nei Musei Nazionali, quando si tratta di richiedere prestazioni professionali per l’ufficio stampa e la comunicazione, forse per avallare forme di sfruttamento e affermare sempre di più il lavoro senza diritti, senza tutele e senza garanzie. La redazione di comunicati stampa e la gestione dei rapporti con gli organi di informazione, solo per citare alcuni dei compiti che saranno affidati, sono attività di natura giornalistica che non solo possono essere affidate solo a persone regolarmente iscritte all’Ordine ma si presuppone siano svolte in continuità e finanche nei giorni festivi, come richiede lo stesso Avviso pubblico».

Alla luce delle numerose incongruità presenti nel bando, Ordine e sindacato dei giornalisti pugliesi avevano quindi invitato il direttore del MarTa a revocarlo immediatamente, vista anche l'imminente scadenza delle domande, prevista per domani 29 dicembre, e auspicato «maggiore attenzione e rispetto da parte delle istituzioni pubbliche nei confronti della professione giornalistica e delle leggi che la governano».

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