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Il municipio di Silvi
Associazioni 17 Lug 2018

Abruzzo, Comune cerca un segretario e addetto stampa. Sga: «Serve l'iscrizione all'Albo. Bando da ritirare»

A Silvi, in provincia di Teramo, il primo cittadino Andrea Scordella ha firmato un avviso pubblico finalizzato all'assunzione di un collaboratore a tempo determinato che dovrà  occuparsi anche di informazione pur non essendo giornalista. «Viola la legge», replica l'Assostampa regionale.

«La segreteria amministrativa del sindaco e l'attività di informazione sono due cose molto diverse. Lo diciamo al sindaco di Silvi, Andrea Scordella, che firma un avviso pubblico finalizzato all'assunzione di un collaboratore a tempo determinato». È quanto ribadisce, in una nota, il Sindacato Giornalisti Abruzzesi.

«Tale provvedimento – spiega la segreteria Sga – va ritirato e modificato perché ambiguo negli obiettivi e nella forma: l'Avviso di Silvi richiama il regolamento comunale che prevede che il Sindaco possa porre alle sue dirette dipendenze sia la Segreteria particolare sia l'Ufficio Stampa. Due funzioni, appunto, mentre nell'avviso queste competenze vengono riunite in un sola figura e fra i requisiti non si fa alcun cenno all'iscrizione all'Ordine dei Giornalisti, obbligatoria per chi svolge attività di informazione nella PA».

Un requisito obbligatorio perché l'attività di informazione nella Pubblica amministrazione può essere svolta solo da un giornalista iscritto all'Albo. «La norma e il relativo regolamento – insiste il sindacato regionale – specificano che il personale deve possedere il '…requisito della iscrizione negli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti dell'albo nazionale dei giornalisti di cui all'art. 26 della legge 3 febbraio 1963, n. 69'. E ulteriore sostanza è arrivata con l'inserimento della figura del giornalista pubblico nel nuovo Contratto del pubblico impiego».

Ma in Abruzzo, conclude l'Assostampa, «ancora una volta si calpestano le norme e ora anche il Contratto del pubblico impiego, che definisce qualifiche e funzioni del giornalista pubblico. Un contratto che, dopo 18 anni dalla legge 150 del 2000, rafforza il diritto dei cittadini ad avere una informazione corretta generata da un giornalista con precise caratteristiche professionali, sottoposto ad un chiaro quadro normativo e deontologico sgomberando il campo appunto, dalle molte fantasiose interpretazioni che di questa funzione si vogliono dare».

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