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Manifesti in ricordo di Daphne Caruana Galizia
Anniversario 16 Ott 2026

Daphne Caruana Galizia, Efj: «Un altro anno è passato senza che sia stata fatta piena giustizia»

Il sindacato europeo dei giornalisti ricorda la cronista maltese nel nono anniversario dell'omicidio e torna a chiedere la fine dell'impunità per i mandanti. «Il caso non è chiuso e la ricerca della verità continua», ammonisce.

A nove anni dall'assassinio a Malta della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa da un ordigno piazzato sotto la sua auto il 16 ottobre 2017, «la piena giustizia per l'attentato rimane dolorosamente lontana». Lo denuncia la Federazione europea dei giornalisti in una nota pubblicata sul proprio sito web con la quale ricorda anche la manifestazione organizzata nel pomeriggio a Bruxelles per chiedere la fine dell'impunità per i mandanti dell'omicidio.

«Questo caso non è chiuso e la ricerca della verità continua. La piena giustizia per Daphne e la sua famiglia rimane l'unico esito accettabile», rimarca il sindacato europeo, che ribadisce la solidarietà ai familiari, agli amici e ai colleghi della reporter e l'impegno «incrollabile nella continua lotta per la giustizia».

Il nono anniversario «è particolarmente difficile - prosegue la Efj -. Dopo l'assoluzione, il 2 settembre 2026, del potente uomo d'affari maltese Yorgen Fenech, scagionato dall'accusa di aver orchestrato l'assassinio, cinque uomini condannati per aver commesso l'omicidio o fornito la bomba sono in carcere, ma il caso rimane in una situazione di parziale impunità».

In attesa del processo d'appello, la Efj torna a chiedere al governo maltese «di attuare le raccomandazioni dell'inchiesta pubblica del 2021 - che ha rilevato che lo Stato è responsabile della creazione di una cultura dell'impunità che ha reso possibile l'assassinio di Daphne - coinvolgendo giornalisti, società civile e della famiglia della giornalista».

Per il sindacato europeo, infine, è sempre più urgente «garantire un'efficace protezione ai giornalisti minacciati, tutele complete contro le azioni legali abusive e la fine delle molestie ai danni dei cronisti, anche da parte di funzionari pubblici. I giornalisti che indagano sulla corruzione e sugli abusi di potere - conclude la Efj - devono poter lavorare senza intimidazioni o ritorsioni». (mf)

@fnsisocial

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