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Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale (Foto: @CorteCost)
Corte costituzionale 21 Apr 2021

Diffamazione, Lorusso: «Dal presidente della Consulta un monito importante. Dal governo nessun segnale per il settore»

Aprendo l'Annuario 2020 della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio invita il legislatore a manifestare «una maggiore sensibilità per una questione che tocca uno dei fondamentali della democrazia». Ma oltre all'abolizione del carcere per i cronisti, sono numerosi i temi sui quali non si registrano passi avanti. «Parlamento ed esecutivo hanno cancellato l'informazione e l'editoria dall'elenco delle priorità», rileva il segretario Fnsi.

Intervistato sull'Annuario 2020 della Consulta, il presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio torna, fra gli altri, sul tema della riforma della diffamazione a mezzo stampa, affrontato dai giudici delle leggi con l'ordinanza n.37 del 2020. Sulla sanzione detentiva per i giornalisti, «ritenuta incompatibile con la nostra Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo – ricorda – il termine concesso al legislatore è tuttora pendente (scade il 22 giugno 2021) e sarebbe augurabile che il parlamento manifestasse una maggiore sensibilità per una questione che tocca uno dei fondamentali della democrazia».

Una sollecitazione a rispettare il termine per l'approvazione di una norma abrogativa del carcere per i cronisti che «è un forte richiamo alla responsabilità», rileva Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. «Purtroppo – osserva Lorusso – sono tanti i provvedimenti che riguardano la professione giornalistica che giacciono in parlamento e sui quali non si registra alcun passo in avanti. Oltre alla cancellazione della pena detentiva, è bloccata la proposta di legge di contrasto alle querele bavaglio e alle liti temerarie. A parole tutti riconoscono il ruolo fondamentale dell'informazione. Nei fatti, governo e parlamento, e i lavori preparatori del Recovery Plan lo dimostrano, hanno cancellato l'informazione e il settore dell'editoria dall'elenco delle priorità».

Per il segretario generale della Fnsi, inoltre, «a parte dichiarazioni generiche non si intravede alcuna volontà di mettere in cantiere provvedimenti per riforme strutturali e per sostenere concretamente il settore nella delicata fase di transizione al digitale. E non si registra alcun segnale sul fronte della difesa del mercato del lavoro e della salvaguardia dei livelli occupazionali, sempre più in caduta libera anche a causa di politiche pubbliche che favoriscono la precarietà».

In definitiva, «serve un cambio di passo – conclude Lorusso – che vada oltre le parole e le buone intenzioni».

@fnsisocial

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