«'A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina'. A Giulio Andreotti piaceva citare questa frase di Papa Pio XI, lo faceva nelle occasioni che richiedevano ironia tagliente per rimarcare qualcosa che suonava stonato. Nel Mondiale appena concluso qualcosa di stonato che ci riguarda da vicino è accaduto proprio nel giorno della finale: a tre inviati della Gazzetta (Pierfrancesco Archetti, Beatrice Balbinot e Filippo Maria Ricci) è stato negato l'ingresso allo stadio dalla Fifa con una retromarcia, fino a venerdì scorso li aveva infatti regolarmente accreditati». È quanto si legge in un comunicato del Comitato di redazione Gazzetta dello Sport pubblicato anche sull'edizione online del quotidiano lunedì 20 luglio 2026.
Il Cdr prosegue: «'Ci dispiace, ma per una revisione interna sono stati rivisti i numeri dei giornalisti ammessi e siamo costretti a ridurre gli ingressi', il succo della mail che la Fifa ha inviato alla nostra direzione per motivare il taglio di tre pass su cinque concessi alla Gazzetta, il giornale sportivo più letto e venduto d'Europa. Sarebbe auspicabile conoscere le 'ragioni interne' così come l'elenco e l'importanza dei media colpiti dai tagli, ma c'è una coincidenza che fa pensare male: venerdì i nostri tre colleghi avevano l'ingresso confermato, sabato mattina sulla Gazzetta è stato pubblicato un servizio dove si mettevano in risalto alcuni aspetti non riusciti di questa edizione del Mondiale (nessun mortale è infallibile...) e a poche ore di distanza la Fifa ci ha comunicato la riduzione dei posti per la finale. Effetto collaterale? Non vogliamo davvero credere che sia stato questo il vero motivo che ha lasciato fuori dallo stadio i nostri tre colleghi, ai quali va ovviamente la nostra solidarietà, ma in ogni caso – concludono i giornalisti – il forte disappunto resta». (mf)