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Vertenze 10 Set 2026

Stipendi non pagati a La Notizia: articoli senza firme e pacchetto di 5 giornate di sciopero

Retribuzioni non corrisposte «da tempo» e con «ritardi crescenti», una situazione di incertezza che mette in «seria difficoltà i redattori e le loro famiglie, mentre la redazione continua a garantire l'uscita del giornale e l'aggiornamento del sito con responsabilità», denuncia il Cdr. La solidarietà dell'Associazione Stampa Romana.

Stipendi in ritardo da mesi, nessuna chiarezza sulla condizione e le prospettive dell'azienda, nonostante le sollecitazioni del sindacato. Questa la denuncia dei giornalisti de La Notizia - ai quali esprime solidarietà l'Associazione Stampa Romana - che da giovedì 10 settembre 2026 - hanno deciso di non firmare i loro articoli «per protestare contro una situazione insostenibile», rimarca il sindacato regionale. L'assemblea di redazione ha anche affidato al Cdr un pacchetto di cinque giornate di sciopero.

Di seguito il comunicato del Cdr de La Notizia
La Redazione de La Notizia informa i lettori della difficile situazione che la testata sta attraversando.
Da tempo le retribuzioni vengono corrisposte con ritardi crescenti. Il loro accumularsi sta mettendo in seria difficoltà i redattori e le loro famiglie, mentre la Redazione continua a garantire l'uscita del giornale e l'aggiornamento del sito con responsabilità.
Da settimane abbiamo chiesto all'Editrice indicazioni concrete sui pagamenti, sui conti della società e sulle misure previste per affrontare la crisi. L'azienda ha comunicato di avere incaricato i consulenti di predisporre un quadro economico-finanziario e gestionale, prospettando anche il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali. Non sono state però indicate scadenze certe per il pagamento delle somme dovute.
L'Associazione Stampa Romana è intervenuta chiedendo un incontro con l'Editrice e il bilancio dell'ultimo esercizio, per consentire un confronto basato su dati verificabili.
Di fronte al perdurare dell'incertezza, l'Assemblea di Redazione, riunita il 9 settembre, ha proclamato lo stato di agitazione e affidato all'organismo sindacale un pacchetto di cinque giornate di sciopero. Ha inoltre deliberato il ritiro delle firme dagli articoli dell'edizione digitale e dai servizi pubblicati sul sito dal 10 settembre.
L'assenza delle firme non è una rinuncia alle nostre responsabilità verso i lettori, ma il segnale pubblico della condizione in cui siamo costretti a lavorare. Continueremo a difendere la qualità e l'indipendenza dell'informazione, chiedendo risposte concrete, trasparenza sul futuro della testata e il diritto di ogni lavoratore a ricevere regolarmente la propria retribuzione.

@fnsisocial

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