«I giornalisti e i dipendenti dei programmi italiani di Radio e Tv Capodistria esprimono forte preoccupazione per il costante ridimensionamento delle trasmissioni e per le limitazioni al ruolo dei programmi italiani delle due emittenti prospettate dai vertici della RTV Slovenia». Così, in una nota rilanciata anche dall'Assostampa Friuli Venezia Giulia giovedì 10 settembre 2026, i lavoratori dell'emittente slovena che protestano «per il clima di incertezza che da troppo tempo grava sul futuro dei programmi radiotelevisivi della Comunità nazionale italiana e che ha assunto nuovi motivi di preoccupazione con l'avvio della riforma della Legge sulla RTV e con il referendum consultivo sull'eliminazione del canone radiotelevisivo».
In questo quadro, «è necessario definire garanzie chiare per la continuità e lo sviluppo dei programmi italiani», ammoniscono giornalisti e dipendenti per la Comunità nazionale italiana di RTV Koper-Capodistria, che bollano come «irricevibili» le proposte di modifica dell'articolo 3 dell'attuale Legge sulla RTV denunciando che così si indebolirebbero «le garanzie legislative relative ai programmi e ai Centri radiotelevisivi regionali nei quali vengono realizzati».
I lavoratori chiedono invece «piena autonomia dei programmi per la Comunità nazionale» e garanzie finanziare e operative «necessarie ad assicurarne continuità e sviluppo, nel rispetto dei diritti acquisiti, del ruolo giuridicamente e costituzionalmente riconosciuto ai media delle minoranze e del patrimonio professionale e culturale costruito negli anni da Radio e TV Capodistria».
In definitiva, «non possiamo accettare che il futuro e l'ampiezza dei nostri programmi vengano determinati esclusivamente sulla base di parametri nazionali e centralistici, senza tenere conto della specificità del servizio pubblico minoritario e transfrontaliero», incalzano giornalisti e dipendenti, che denunciano come nuovi tagli e ridimensionamenti dei programmi radiotelevisivi per la Comunità nazionale italiana si inseriscano «in un quadro di costante riduzione delle risorse delle redazioni italiane e di mancato turn-over e ricambio dei giornalisti e del personale tecnico, una situazione - scandiscono - che sta compromettendo la capacità produttiva dei programmi».
Di qui le richieste al Consiglio di amministrazione della RTV Slovenia di una assunzione di responsabilità e di assicurare: piena autonomia organizzativa, propositiva e finanziaria dei programmi radiotelevisivi per la Comunità nazionale italiana con l'istituzione di un'unità di produzione autonoma; risorse finanziarie adeguate a garantire certezza sul futuro dell'emittenza radiotelevisiva della Comunità nazionale italiana; un preciso piano di ricambio e rinnovamento dei quadri professionali e giornalistici e di sviluppo dei programmi radiotelevisivi italiani e, infine, che siano assicurati gli strumenti operativi, finanziari e giuridici necessari alla piena diffusione e visibilità delle trasmissioni di Radio e Tv Capodistria, in virtù del loro ruolo transfrontaliero, nell'intera area di insediamento storico della Comunità nazionale italiana e nelle vicine regioni italiane.
«Chiediamo garanzie per il futuro dei programmi radiotelevisivi della Comunità nazionale italiana», concludono i giornalisti e i dipendenti dei programmi per la Comunità nazionale italiana di RTV Koper-Capodistria. (mf)