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Intercettazioni 15 Mag 2013

In Parlamento c'è chi torna ad evocare una legge bavaglio?

In Parlamento si ricomincia a parlare di intercettazioni. E quando se ne parla si finisce per ipotizzare anche sanzioni per i giornalisti che – venuti in possesso dei testi – li rendono pubblici. Il rischio è che si ripeta l’indecente spettacolo a cui abbiamo assistito nella precedente legislatura. Si sappia che il Sindacato dei giornalisti non starà a guardare e che provvedimenti che non fossero equilibrati e che, invece, di tutelare i cittadini, tendessero a colpire il loro diritto ad essere informati ed il dovere dei cronisti di informare troveranno la più ferma e decisa opposizione di tutta la categoria.

In Parlamento si ricomincia a parlare di intercettazioni. E quando se ne parla si finisce per ipotizzare anche sanzioni per i giornalisti che – venuti in possesso dei testi – li rendono pubblici. Il rischio è che si ripeta l’indecente spettacolo a cui abbiamo assistito nella precedente legislatura. Si sappia che il Sindacato dei giornalisti non starà a guardare e che provvedimenti che non fossero equilibrati e che, invece, di tutelare i cittadini, tendessero a colpire il loro diritto ad essere informati ed il dovere dei cronisti di informare troveranno la più ferma e decisa opposizione di tutta la categoria.

In Parlamento si ricomincia a parlare di intercettazioni. E quando se ne parla si finisce per ipotizzare anche sanzioni per i giornalisti che – venuti in possesso dei testi – li rendono pubblici. Il rischio è che si ripeta l’indecente spettacolo a cui abbiamo assistito nella precedente legislatura.Si sappia che il Sindacato dei giornalisti non starà a guardare e che provvedimenti che non fossero equilibrati e che, invece, di tutelare i cittadini, tendessero a colpire il loro diritto ad essere informati ed il dovere dei cronisti di informare troveranno la più ferma e decisa opposizione di tutta la categoria.

INTERCETTAZIONI: ART.21, BENE FNSI PARTECIPEREMO A INIZIATIVE CONTRO IL BAVAGLIO

Non solo condividiamo l'allarme lanciato dalla Fnsi e dal suo segretario Franco Siddi, ma parteciperemo anche a tutte le iniziative che saranno promosse, e non solo in Italia, contro la legge bavaglio. Una proposta
indecorosa in generale, ma ancor più in un paese che già occupa il 57 posto in materia di libertà dei media”. Lo affermano in una nota Giuseppe Giulietti e Federico Orlando, portavoce e presidente di Articolo21.
“In ogni caso dal momento che la stragrande maggioranza degli eletti di Pd, Sel e 5 stelle hanno già dichiarato la loro contrarietà la proposta non sembra destinata alla approvazione. Del resto su questi temi é quanto mai opportuno che si vada oltre qualsiasi vincolo di maggioranza, di parte e di partito. Dal momento che il partito del conflitto di interessi ha ripresentato la proposta di “legge bavaglio”, sarebbe ora auspicabile che tutti gli altri ripresentassero, magari insieme, una proposta complessiva
su incandidabilità, ineleggibilità, conflitto di interessi.  http://www.articolo21.org/ Roma, 16 maggio 2013

INTERCETTAZIONI: SLC CGIL, IL PDL CI RIPROVA CON BAVAGLIO

"Ci siamo ancora una volta. Si parla di nuovo di quella odiosa quanto insidiosa 'legge bavaglio' che nel 2010 fece scendere in piazza decine di associazioni e movimenti di persone intenzionate a difendere la libertà di stampa. Oggi infatti il Pdl ci riprova, riproponendo un testo che prevederebbe addirittura il divieto di pubblicazione delle intercettazioni, anche di quelle non più coperte da segreto istruttorio, minacciando così gravemente il diritto dei cittadini ad essere informati". Lo dichiara Barbara Apuzzo, della segreteria nazionale Slc Cgil.
"Questo fatto gravissimo avviene peraltro nel momento di maggiore crisi per il nostro Paese - prosegue la sindacalista - in cui di ben altre misure c'è urgenza di discutere, dimostrando ancora una volta quanto il conflitto d'interessi prevalga ancora, pericolosamente, sul bene stesso dei cittadini". "Questi ripetuti attacchi alla libertà di stampa e i tagli all'editoria recentemente annunciati dal governo certificano ancora una volta l'esigenza di una profonda riforma del sistema dell' editoria e informazione. La chiediamo da anni e continueremo a farlo - conclude Apuzzo - Per questo motivo Slc Cgil lancia ancora una volta l'allarme sulla necessità di promuovere iniziative per la libertà e il diritto ad una informazione libera e plurale, affermando con forza che questa deve rappresentare una priorità d'intervento del governo". (ROMA, 16 MAGGIO - AGI)

INTERCETTAZIONI: ARCI, PDL CI RIPROVA MA URGENZE DEL PAESE SONO ALTRE

"In un paese ormai allo stremo per la crisi, con una disoccupazione che tocca livelli da dopoguerra, 135 suicidi solo nel 2012 per motivi legati alla perdita del lavoro o al fallimento di imprese, è davvero vergognoso rimettere in campo - chiedendo addirittura la corsia preferenziale - provvedimenti non solo lesivi del nostro sistema democratico ma che già sono stati bocciati dall'opinione pubblica, dal sindacato dei giornalisti, da esperti del diritto e da tutti coloro che pretendono il rispetto dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Di tutt'altro dovrebbe occuparsi con assoluta urgenza questo Parlamento". E' la presa di posizione dell'Arci contro le proposte di legge sulle intercettazioni ripresentate dal Pdl.
"Dopo la piazza, il Parlamento. Il Pdl sulla giustizia non demorde", sintetizza l'Arci in una nota. "Prima le manifestazioni dei suoi parlamentari davanti e dentro il Palazzo di Giustizia, poi la kermesse di Brescia contro i giudici, con tanto di ministri, compreso il vicepremier e neoministro degli Interni Alfano, tutto per preparare il terreno a quella che resta la madre di tutte le battaglie per Berlusconi e il suo partito: limitare per legge possibilità di indagine della magistratura e impedire alla stampa di informare l'opinione pubblica. Ecco dunque pronte ben tre proposte di legge per limitare il ricorso alle intercettazioni telefoniche e ambientali, e impedirne comunque la pubblicazione. Maurizio Bianconi al Senato e  Domenico Scilipoti al Senato hanno ritirato fuori l'ex ddl Alfano, ed Enrico Costa, membro della Commissione Giustizia, è pronto con un bavaglio bis sulla diffamazione".
"Costa - si legge ancora nella nota Arci - ha anche chiesto una corsia preferenziale per i provvedimenti che erano stati approvati da un ramo del Parlamento nella precedente legislatura e le intercettazioni rientrerebbero tra questi proprio con il ddl Alfano.
Il tutto mentre arriva alla Camera la richiesta di autorizzazione all'uso delle intercettazioni che riguardano gli esponenti del Pdl Verdini, Cosentino e Dell'Utri nell'ambito dell'inchiesta sulla P3".
L'Associazione si dice dunque pronta a fare la propria parte "per fermare quest'ennesimo tentativo di imbrigliare il lavoro della magistratura e la libertà di informazione. Ci auguriamo che tutte le forze democratiche che siedono in Parlamento facciano altrettanto", conclude. (ROMA, 16 MAGGIO - ADNKRONOS)

QUIRINALE: NAPOLITANO SPETTATORE INTERESSATO DIBATTITO POLITICO

Mai esercitate pressioni di sorta sulla magistratura affinché apra inchieste sull'ipotesi di reato di vilipendio. A Genova si faccia luce e chiarezza quanto prima sulla tragedia della Jolly Nero. Le riforme istituzionali devono essere fatte. La situazione è ancora tesa. Quattro interventi in una giornata, quattro volte in cui il Capo dello Stato tocca argomenti 'pesanti', e lo fa in modo netto. Sembra finita la fase del silenzio che è andata corrispondendo con l'inizio del secondo settennato di Giorgio Napolitano.
Se la scorsa settimana aveva visto un Capo dello Stato intento a recuperare le forze dopo le fatiche della rielezione e della nascita del governo Letta, oggi sembra di cogliere un forte segno di vitalità, di desiderio di accompagnare, esortare, chiarire. Ecco quindi che Napolitano inizia la giornata con una intervista ad un quotidiano romano, in cui non nasconde le difficoltà del momento attuale, pur lasciando trapelare la sua fiducia nei confronti dell'esecutivo.
Poi un videomessaggio al salone del libro di Torino.
"Leggere poco fa male alla democrazia, non aiuta l'economia", scandisce prima di accennare ad una nuova stagione di riforme che dovrebbe prendere avvio. Terzo intervento: in una nota auspica una rapida soluzione dell'inchiesta sulla sciagura di Genova, città dove ieri di persona ha partecipato ai funerali delle vittime. Infine l'intervento più forte. Una nota anche questa, in cui il Quirinale mette in chiaro che la magistratura interviene su ipotesi di reato di vilipendio in modo del tutto autonomo, che il capo dello Stato non si è sognato nemmeno di dare il nulla osta ad iniziative del genere, che infine resta il problema per qualcuno di sapere distinguere fra legittima critica ed insinuazioni ingiuriose.
Destinatario sembra essere Grillo, dal momento che è di appena 48 ore fa la notizia di 22 suoi fan indagati per avere lasciato scritte sulla rete frasi poco lusinghiere nei confronti dello stesso Napolitano. Ancora ieri lo stesso leader del Movimento 5 Stelle, polemicamente, si chiedeva se una critica bastasse a ritrovarsi nel pieno di una indagine.
Oggi Napolitano, senza fare nomi, difende l'autonomia della magistratura, il diritto di tutti ad esprimere le proprie idee, ma che finiscano anche certi attacchi di gusto triviale.
C'è da chiedersi, a questo punto, cosa abbia spinto Napolitano ad una ripresa così tambureggiante di attività. In effetti da circa una settimana il capo dello Stato segue con profonda partecipazione l'andamento del dibattito politico. Non gli sfugge, quindi, l'esistenza di costanti tensioni e fibrillazioni all'interno della maggioranza. Ultima sola in ordine di tempo la prospettiva di un voto che dichiari ineleggibile al Senato Silvio Berlusconi, ma anche le reazioni alla sentenza di condanna sul caso Fininvest e il dibattito sulla legge per le intercettazioni. Se nei primi due casi Napolitano fa attenzione a non intervenire, mantenendo il ruolo di spettatore interessato, è chiaro che in generale sia per lui fondamentale mantenere un clima il più possibile di fattiva collaborazione fra le forze politiche. Collaborazione che il Quirinale desidera sia sostanziale, non solo di facciata.
Ragione per cui non rinuncia a dipingere lo stato delle cose come appeso al filo della buona volontà dei partiti, così come è bene che le riforme restino alte nell'agenda della politica. Quanto agli altri provvedimenti, come ad esempio sulle intercettazioni, è vero che lo stesso Napolitano ha sollecitato in passato una regolamentazione esatta della materia, ma questo non può giustificare una qualsiasi legge, purché sia. Per non dire peggiorativa. (ROMA, 16 MAGGIO - AGI)

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