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Iniziative | 14 Feb 2020
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Inaugurata a Trento la Fondazione Megalizzi. Giulietti: «Antonio voleva illuminare l'oscurità»

Il presidente della Fnsi ha anche ricordato i cronisti che hanno dato la vita per il loro lavoro e consegnato al presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, le registrazioni dei primi programmi radiofonici del giovane giornalista ucciso a Strasburgo e una copia della Carta di Assisi.
La cerimonia di inaugurazione della Fondazione Antonio Megalizzi (Foto: @PE_Italia)
L'intervento del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti
Giulietti con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli
Un momento della cerimonia (Foto: @PE_Italia)
Un momento della cerimonia (Foto: @PE_Italia)

«Oggi non è una giornata di commemorazione, ma di azione. Continuiamo il viaggio di Antonio, assieme ai tanti ragazzi che hanno creduto nella volontà di illuminare l'oscurità». Così il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, ha aperto il suo intervento alla cerimonia di presentazione della Fondazione dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi al palazzo della Provincia di Trento. «Ricordando Antonio, non possiamo dimenticare quei giovani che, come lui, volevano illuminare l'oscurità. Parlo, ad esempio, di Giulio Regeni, Ilaria Alpi, Valeria Solesin, assieme a persone che mancano da troppo tempo e vogliamo vedere tornare, come Silvia Romano e padre Paolo Dall'Olio. Ma penso anche chi, come Patrick George Zaky, è stato arrestato per aver criticato il suo Paese», ha aggiunto il rappresentante del sindacato dei giornalisti.

Fra le proposte avanzate da Giulietti per la Fondazione, l'idea di raccogliere gli scritti di Megalizzi sulla falsificazione delle notizie, per avviare un dibattito nelle istituzioni europee. A margine della cerimonia, il presidente della Fnsi ha inoltre consegnato al presidente del Parlamento Europeo David Sassoli una copia della Carta d'Assisi contro il linguaggio dell'odio e un cd con le registrazioni dei primi programmi radiofonici di Antonio Megalizzi realizzati nella sede Rai di Trento.

«Antonio è il simbolo dell'Europa che vogliamo, un'Europa forte, autorevole, che crede nella giustizia. Antonio ci lascia un'eredità importante, che è quella di costruire un'Europa nella democrazia», ha detto Sassoli. «Il seme gettato con il sacrificio di Antonio è un seme d'amore, che ci permette di guardare con speranza al futuro. Questa Fondazione è un atto di amore verso tutti, il nome di Antonio sarà punto di riferimento per tante persone», ha aggiunto il presidente dell'Eurocamera che, sul tema del contrasto alle notizie false, più volte trattato da Megalizzi, ha invitato il mondo dell'informazione a fare il proprio lavoro nel rispetto delle regole deontologiche, che, ha concluso, «servono per difendere i più deboli».

All'iniziativa, insieme con la presidente della Fondazione Megalizzi, Luana Moresco, e i familiari di Antonio, erano presenti, fra gli altri, l'ex presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani; Alessandro Andreatta, sindaco di Trento; Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento; Paolo Collini, rettore Università di Trento; Amanda Luisa Guida, responsabile editoriale Europhonica; Alberto Matassino Direttore generale Corporate Rai; il segretario del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige, Rocco Cerone; il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani; il vicedirettore dell'Agi e consigliere nazionale della Fnsi, Paolo Borrometi.

@fnsisocial
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