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Sentenze | 12 Lug 2019
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Processo Rocchelli, 24 anni a Markiv. Fnsi: «Grazie a chi non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia»

Il militare della Guardia nazionale ucraina era l'unico imputato per l'omicidio del 30enne ucciso il 24 maggio 2014 nella regione del Donbass. L'avvocato Pisapia: «Confermato quanto sostenuto dai familiari della vittima sulle responsabilità della tragica morte di un coraggioso fotoreporter».
La lettura della sentenza (Foto La Provincia Pavese/Giorgio Garbi)
I familiari di Andrea Rocchelli (Foto La Provincia Pavese/Giorgio Garbi)
La Sala dell'Annunciata (Foto La Provincia Pavese/Giorgio Garbi)
Giuseppe Giulietti e Paolo Perucchini (Foto La Provincia Pavese/Giorgio Garbi)
Andrea Rocchelli e, a sinistra, Andrej Mironov

La Corte d'Assise di Pavia ha condannato a 24 anni Vitaly Markiv, 29enne militare della Guardia nazionale ucraina, unico imputato nel processo per l'omicidio di Andrea Rocchelli, il fotoreporter pavese di 30 anni ucciso il 24 maggio 2014 nella regione del Donbass dove stava effettuando un reportage. Il pm Andrea Zanoncelli ha chiesto la condanna a 17 anni per concorso in omicidio mentre la difesa ha chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto.

«Prendiamo atto con soddisfazione che la Corte d'Assiste di Pavia ha riconosciuto che Andrea Rocchelli e Andrej Mironov sono stati uccisi mentre tentavano di 'illuminare' una guerra cancellata. E ci appare altrettanto illuminante che i giudici abbiano voluto riconoscere come, attraverso il loro assassinio, siano stati colpiti anche l'articolo 21 della Costituzione e il diritto dei cittadini a essere informati, disponendo un indennizzo per la Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione Lombarda dei Giornalisti, parti civili rappresentate dagli avvocati Giuliano Pisapia e Margherita Pisapia», affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, e Paolo Perucchini, presidente dell'Alg.

I rappresentanti del sindacato erano presenti nella sala dell'Annunciata, in piazza Petrarca, insieme con i familiari e gli amici del fotogiornalista e numerosi cronisti. «In questo momento il nostro pensiero va a Elisa e Rino Rocchelli, a Lucia, sorella di Andy, alla sua compagna Maria Chiara e al figlio Nico, ai suoi colleghi del collettivo Cesura e a tutti coloro che non hanno mai smesso di reclamare verità e giustizia», concludono i vertici di Fnsi e Alg.

«Ci siamo costituiti parte civile in questo processo in nome e per conto della Fnsi e dell'Alg con l'obiettivo di dare il nostro contributo, senza pregiudizi, all'accertamento della verità sulla tragica morte del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. Dopo un processo approfondito, nel corso del quale sono stati pienamente garantiti i diritti di difesa dell'imputato e i diritti delle parti civili, la decisione della Corte d'Assiste di Pavia ha confermato quanto sostenuto dai familiari della vittima sulle responsabilità della tragica morte di un coraggioso fotoreporter che ha perso la vita per garantire, anche in quei luoghi dove prevale la violenza sulla pace e sulla libertà, il diritto-dovere di informare ed essere informati», è il commento dell'avvocato Giuliano Pisapia.

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