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Internazionale 20 Feb 2006

Usa, autocritica su accoglienza giornalisti ebrei durante il nazismo

(Astro9colonne) - New York, 20 feb - Un gruppo di autorevoli giornalisti statunitensi ha firmato una petizione per chiedere ai dirigenti della Naa (Newspaper Association of America, l’associazione degli editori e degli operatori dell’informazione americani) di ammettere pubblicamente che i loro predecessori, negli Anni ’30, “sbagliarono nel voltare le spalle ai giornalisti ebrei rifugiati perché perseguitati da Hitler”.

(Astro9colonne) - New York, 20 feb - Un gruppo di autorevoli giornalisti statunitensi ha firmato una petizione per chiedere ai dirigenti della Naa (Newspaper Association of America, l’associazione degli editori e degli operatori dell’informazione americani) di ammettere pubblicamente che i loro predecessori, negli Anni ’30, “sbagliarono nel voltare le spalle ai giornalisti ebrei rifugiati perché perseguitati da Hitler”.

La petizione fa notare come “mentre altre organizzazioni hanno chiesto scusa per la loro indifferenza di allora, hanno riparato in qualche modo o assunto iniziative volte al riconoscimento degli errori, l’Associazione dei giornali americani non ha mai affrontato il tema dell’indifferenza con cui ha reagito alle ingiustizie di quegli anni”. La petizione è basata su una ricerca compiuta da Laurel Leff, autrice del libro “Buried by The Times” (Seppellito dai tempi), uno dei più importanti testi americani sul periodo dell’Olocausto in cui l’autrice analizza l’atteggiamento statunitense di fronte alle atrocità del nazismo. Leff ha fatto notare come durante il nazismo editori e giornalisti, al contrario di medici, avvocati e magistrati, non abbiano aiutato i rifugiati ebrei e non abbiano preso posizione nel corso del dibattito sui limiti all’immigrazione negli Usa. “Le scuole di giornalismo non ospitarono neanche uno studente europeo, e rifiutarono la richiesta di aiutare il percorso di aggiornamento dei giornalisti stranieri arrivati in America, accampando spesso scuse che fanno pensare addirittura a sentimenti antisemiti”, scrive l’autrice. La petizione sarà completata e presentata in occasione dell’incontro annuale dei membri della Naa, che si terrà il prossimo aprile. Promossa da Rafael Medoff, direttore dell’Istituto per gli studi dell’Olocausto David S. Wyman, la petizione chiede all’Associazione di “prendere atto di questi errori e di discuterne, alla presenza di Leff, in occasione del vertice”. Il presidente dell’Associazione, John Sturm, ha risposto garantendo che “la petizione sarà presa in seria considerazione”. E’ stata firmata da oltre 70 fra giornalisti e professori universitari.

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