«Avevamo chiesto all'azienda - come previsto dal nostro contratto - di trasmettere nel giorno della presentazione dei palinsesti Rai questo video comunicato per richiamare l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre e il fatto che decine di migliaia di telespettatori si sono spostati sulle reti concorrenti non trovando più nulla che le interessasse». Così l’Usigrai in una nota diffusa il 2 luglio 2026 sul suo sito web. Alla realizzazione del video comunicato hanno partecipato, tra gli altri, Giorgio Parisi (premio Nobel per la fisica), Vinicio Capossela (musicista) e gli attori Anna Foglietta e Alessio Boni.
L’Usigrai prosegue: «Una scellerata politica aziendale cominciata da tempo chiudendo programmi di successo e allontanando conduttori non graditi. Vi chiediamo – conclude la nota - di condividere questo video comunicato che la Rai non ha voluto trasmettere (e di seguire la pagina Usigrai) per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia. #VivaRai3».
In un comunicato diffuso il 3 luglio, l’organismo sindacale di base, il Cdr del Tg3 e il Coordinamento dei Cdr della Tgr rendono noto che la Rai ha «deciso unilateralmente» di non mandare in onda neanche «un secondo comunicato scritto che avevamo chiesto di leggere nelle edizioni di Tg3 e Tgr. Ma la lettura dei comunicati sindacali è un diritto previsto dal nostro contratto di lavoro».
La nota sottolinea poi che «le giornaliste e i giornalisti di Tg3 e Tgr sono molto preoccupati per il calo degli ascolti di RaiTre, documentato nell'ultimo anno. Forse l'azienda ha deciso di bloccare i due comunicati perché così pensa che l'opinione pubblica non se ne accorga? Oggi per Tg3 e Tgr era previsto il ritiro delle firme da tutte le edizioni dei nostri giornali, ma lo stop dell'azienda ce lo ha impedito: i telespettatori non avrebbero capito perché protestiamo. Lo svuotamento del canale, tra l'altro, oltre che un danno per i telespettatori è una scelta che rischia di indebolire anche i nostri telegiornali, ledendo un patrimonio di tutti: il pluralismo dell'informazione, base della democrazia di questo paese».
I rappresentanti dei giornalisti concludono: «L'intenzione rivendicata dai vertici aziendali di smantellare l'identità storica di RaiTre mette a rischio i nostri posti di lavoro. Ma noi continueremo a raccontare la realtà, i territori e le storie con l'impegno di sempre proprio perché 'viva Rai3'».
Natale (Cda Rai): «Grave il divieto dell’ad Rossi al videocomunicato dell'Usigrai»
Sulla questione interviene anche il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale con una nota riportata il 3 luglio dall’agenzia Ansa: «È grave la decisione rivendicata dall'Ad Rossi di non consentire la messa in onda del videocomunicato predisposto dai giornalisti di Rai3 a difesa della rete. È grave ma è purtroppo sciaguratamente coerente con le recenti dichiarazioni dell'Ad Rai, che ha rivendicato come suo grande successo la fuga di una parte del pubblico verso La7, bollando gli ultimi 15 anni di Rai3 come 'anomalia del servizio pubblico' e 'grande canale dell'ideologia'. Una linea confermata nella presentazione dei palinsesti ad Ancona, dove Rossi ha vantato un 'allargamento del target di riferimento di Rai3' che però - guarda caso - anziché far crescere l'audience ne produce un restringimento».
Natale aggiunge: «Per fortuna del presente e del futuro di Rai3 si preoccupano tanti colleghi e colleghe, con una passione ben superiore a quella di una parte del vertice Rai. Voglio dunque ringraziare l'Usigrai e le rappresentanze sindacali del Tg3, della Tgr e della Direzione Approfondimento che con la loro azione esercitano il pieno diritto-dovere sindacale di dire la propria anche sui contenuti della programmazione».
PER APPROFONDIRE
A questo link è possibile guardare il video comunicato. (anc)