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Associazioni 28 Lug 2005

Assostampa ligure: giornalisti malmenati, 4 telecineoperatori contusi. Per la violenza da stadio non esiste “retrocessione”. Fnsi e Ussi: Violenza tifosi teppisti contro giornalisti a Genova, squalifica permanente

Prima le minacce sui siti internet da parte di “sedicenti” tifosi, e, oggi, le botte (con lesioni alle costole e al viso oltre alla rapina di un portafoglio) nei confronti di quattro telecineoperatori che lavorano per Mediaset e Telegenova

Prima le minacce sui siti internet da parte di “sedicenti” tifosi, e, oggi, le botte (con lesioni alle costole e al viso oltre alla rapina di un portafoglio) nei confronti di quattro telecineoperatori che lavorano per Mediaset e Telegenova

Prima le minacce sui siti internet da parte di “sedicenti” tifosi, e, oggi, le botte (con lesioni alle costole e al viso oltre alla rapina di un portafoglio) nei confronti di quattro telecineoperatori che lavorano per Mediaset e Telegenova, durante il corteo di protesta di cosiddetti tifosi del Genoa, per la sentenza di primo grado della giustizia sportiva che ha retrocesso la società in serie C1 in quanto accusata di avere falsato l’ultima gara di campionato. Esprimere solidarietà ai colleghi, di ogni forma di giornalismo, per le aggressioni subite da parte di violenti di ogni colore e parte è scontato e non formale, anche se sono sempre più frequenti gli episodi in cui giornalisti, fotogiornalisti e telecineoperatori sono oggetto di violenza a causa del lavoro svolto. Non giova all’immagine della città, né dello stesso Genoa la violenza e l’intolleranza espressa dai cosiddetti tifosi protagonisti dell’aggressione odierna. Nei giorni scorsi i vari media liguri e nazionali hanno seguito con attenzione le vicende del processo sportivo per la partita Genoa-Venezia. In alcuni casi pubblicando anche i verbali di interrogatori, deposizione e atti di indagini varie. I giornalisti hanno fatto il loro lavoro. E hanno offerto a tutti, quantomeno a chi ha l’intelligenza di sapere e di volere leggere, documenti utili a formarsi una propria opinione sulle presunte o meno responsabilità delle persone coinvolte. Sbagliano i cosiddetti tifosi a scegliere la violenza, ad attaccare i media come sbagliano i giornalisti quando in qualche modo accendono questi animi. Ma per questa, insistiamo, cosiddetta tifoseria, non c’è nemmeno la possibilità di una retrocessione: è, già da sola, fuori da ogni logica del vivere civile e di ogni possibile confronto, anche il più critico. Marcello Zinola Segretario Associazione ligure dei giornalisti-Fnsi ASSOCIAZIONE LIGURE DEI GIORNALISTI Gruppo fotogiornalisti liguri E' giusto dare tanto spazio alla violenza? Telecineoperatori e fotogiornalisti minacciano blocco dei servizi sul caso Genoa Appello alla società e alla città Quattro colleghi telecineoperatori aggrediti: uno rapinato del portafoglio, tre feriti, una videocassetta rapinata ai colleghi di Mediaset e Telegenova. I fotogiornalisti minacciati per ottenere la consegna o la distruzione delle fotografie scattate. La violenza dei cosiddetti tifosi ancora una volta si è scatenata contro gli operatori dell’informazione per immagini, colpendo pesantemente, con arroganza, cercando l’intimidazione per poi giustificare il tutto con un “c’è stato solo qualche spintone”. I telecineoperatori e i fotogiornalisti liguri stanno valutando la possibilità di bloccare i servizi videofotografici relativi alla vicenda giudiziario sportiva che coinvolge il Genoa, non per paura dei violenti, ma per denunciare una situazione non più tollerabile. E per mettere tutti - la società del Genoa, tutte le società sportive, le associazioni degli appassionati del calcio e di altri sport, le istituzioni cittadine- di fronte alle loro responsabilità, per avere una risposta chiara e netta: condividono le manifestazioni, le minacce, le botte, credono di potere trovare per l’ennesima volta una giustificazione sociologica alla violenza e alle intimidazioni? Vorremmo una risposta chiara, senza “se” e senza “ma” contro la violenza, per il diritto a fare informazione. Con la libertà di esprimere, per tutti, opinioni e critiche: sono sempre state il sale della democrazia e della civiltà. Marcello Zinola Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti Luciano Zeggio Gruppo Fotogiornalisti Liguri “E’ proprio violenza gratuita, senza confini, ingiustificabile, quella dei teppisti vestiti da tifosi di una squadra di calcio, il Genoa, che hanno malmenato (e, in un caso, anche rapinato del portafoglio) quattro telecineoperatori di Mediaset e TeleGenova. La Fnsi e l’Ussi condividono le prese di posizione dell’Associazione della Stampa e dell’Ussi liguri di solidarietà sostanziale agli operatori dell’informazione e di condanna assoluta del teppismo e della violenza. Non c’è nulla di sportivo in questi comportamenti, niente di decoroso. L’informazione registra e rende noti questi fatti, come con pazienza e dedizione ha raccontato e racconta la vicenda di presunto illecito sportivo connesso alla partita Genoa-Venezia. Ai giornalisti appartiene il dovere di informare, ricercando e facendo conoscere iniziative e atti necessari per la conoscenza dei fatti realmente accaduti. I media e i giornalisti non possono essere bersaglio di insoddisfazioni, errori e negligenze altrui. A loro bisogna essere invece grati per il servizio di conoscenza reso all’opinione pubblica affinché liberamente possa considerare e valutare gli accadimenti. Lo sport del campo e quello vissuto dai tifosi hanno un senso credibile se fondano sui valori della correttezza e della lealtà il sentimento di appartenenza e l’adesione a una propria bandiera sportiva. Anche il mondo dei vizi che sopravvive intorno ad un calcio non sempre limpido deve capire che non c’è futuro senza il rispetto delle regole e l’adesione innanzitutto ai principi di lealtà e di correttezza. La violenza non porta da nessuna parte e la stampa non potrà che continuare a documentarla e a condannarla senza riserve. Questa non è serie A e neanche B o C; è serie Z, categoria di uno sport che non ha diritto di esistere. Su questa violenza la squalifica è permanente”

@fnsisocial

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