«Nell'edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir, l'uomo morto al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di Polizia, non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata». Lo denunciano Comitato di Redazione Tgr Emilia-Romagna, Coordinamento Cdr Tgr Usigrai, Associazione della Stampa Emilia-Romagna e Federazione nazionale della Stampa italiana in una nota congiunta diffusa lunedì 20 luglio 2026.
«A realizzare il servizio – prosegue il sindacato dei giornalisti – era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna. Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell'uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l'apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto, su indicazione della direzione, di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l'espressione 'intervento violento'. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto».
Cdr, Usigrai, Assostampa e Fnsi proseguono: «Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del tg la cui sigla parte alle 19.37. Nel corso del telegiornale il servizio, che era stato annunciato dal primo titolo, è stato fatto slittare sempre più in basso, comunicando man mano alla line di turno che 'erano in corso trattative per la messa in onda'. Fino a quando, a telegiornale iniziato da ben 12 minuti, è stata consegnata alla conduttrice una breve notizia da leggere accompagnata da una parte del video. Il direttore, al limite, avrebbe potuto dare indicazione di tagliare parti del servizio e contestualmente togliere la firma del collega - i tempi tecnici e il contratto lo consentivano - ma la scelta di non mandarlo in onda del tutto e di trasmettere solo due spezzoni delle immagini, che erano ormai online e in onda dappertutto, è un autogol».
Per il sindacato, «la scelta della direzione squalifica la credibilità e l'autorevolezza della Tgr e del Servizio Pubblico. Le immagini e le voci raccolte dal giornalista e dalla troupe regionale sono state poi utilizzate dal Tg1 per un proprio servizio, ma non è stato possibile mostrarle ai telespettatori dell'Emilia-Romagna. Anche sul sito web gli spezzoni del video dell'intervento di Polizia non sono apparsi fino a oltre le 22:30, quando è stato inserito, al posto del servizio del collega, un redazionale».
Il Comitato di redazione della Tgr Emilia-Romagna «condanna la scelta di non mandare in onda il servizio, insieme al Coordinamento dei Cdr della Tgr, a Usigrai, all’Associazione Stampa Emilia-Romagna e alla Federazione Nazionale della Stampa».
Successivamente, «a fronte di nostre richieste di spiegazioni – aggiungono i rappresentanti sindacali – il direttore ha motivato la mancata messa in onda del servizio riferendo che il giornalista non avesse fatto verificare il testo come previsto da ordine di servizio: il testo è stato inviato al responsabile di turno alle 19.05. A nostra richiesta di spiegazioni il direttore ha contestato che nel servizio mancava la posizione della questura di Bologna. La nota stampa della Polizia è stata inviata alle 19.22 (orario incompatibile con l'inserimento nel servizio montato) e comunque poteva essere letta dalla conduttrice al termine del pezzo. È stato poi contestato il fatto che il collega avesse riportato che la vittima era asmatica, senza che fosse riferito in voce dai familiari o accertato da cartella clinica, oltre ai passaggi sulle ecchimosi, sul sanguinamento e sul trascinamento del corpo. Tutti elementi che il giornalista ha visto con i suoi occhi sul campo e riferito nel servizio». (mf)
Cdr Tgr Lombardia: «Squalificante non trasmettere servizio su Fakir morto a Bologna»
«Solidarietà alla redazione della Tgr Emilia-Romagna per la mancata messa in onda nel tg di domenica sera del servizio sulla morte durante un intervento di Polizia di Abderrahim Fakir, realizzato da un collega esperto e inviato in redazione al responsabile di turno» viene espressa in una nota dal Cdr della Tgr Lombardia.
«Riteniamo squalificante per l'autorevolezza della Tgr la decisione della direzione di toglierlo dall'edizione delle 19.35 - aggiunge il Cdr della Tgr Lombardia -. La completezza dell'informazione e la professionalità dei colleghi rappresentano i cardini della credibilità del servizio pubblico».
Cdr Tgr Liguria: «'Sfilare' il servizio su Fakir ha leso il diritto di cronaca»
«Il Cdr della Tgr Liguria esprime solidarietà alle colleghe e ai colleghi della Tgr Emilia Romagna dopo la decisione della Direzione di non mandare in onda il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir, l'uomo morto al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di Polizia». Così il Cdr della Tgr della Liguria.
«Correzioni e confronti su ciò che deve essere trasmesso sono parte integrante del lavoro giornalistico e, se indirizzati a offrire una informazione migliore, sempre possibili. La censura no. Sfilare il servizio dopo averlo annunciato nei titoli ha privato i telespettatori di un contenuto su un fatto di cronaca rilevante. Relegare il fatto a una scarna notizia corredata, anziché dal video, da pochi frame non ha assolto al servizio pubblico cui la Tgr è chiamata. Troviamo grave - conclude la nota del Cdr - un intervento che lede il diritto di cronaca dei giornalisti e il diritto dei cittadini a essere informati».
Cdr Tgr Lazio, non trasmettere il servizio su Fakir fatto grave senza giustificazioni
«Esprimiamo la più totale e convinta solidarietà alle colleghe e ai colleghi della Tgr Emilia-Romagna, e al loro Cdr, schierati a difesa del diritto-dovere di cronaca e della dignità professionale». Lo afferma in una nota il cdr della Tgr Lazio.
«La decisione della Direzione della Tgr di non trasmettere il servizio giornalistico basato sulla presenza diretta sul campo di un redattore esperto sulla morte di Abderrahim Fakir, l'uomo morto al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di Polizia, è un fatto grave, che non trova giustificazioni - si aggiunge -. Un vero e proprio autogol che svuota di senso il mandato del Servizio Pubblico. Il nostro contratto di lavoro fornisce, in un caso come questo, tutti gli strumenti per salvaguardare l'informazione e la sua correttezza. Siamo al fianco della redazione di Bologna in ogni iniziativa che verrà intrapresa a tutela della credibilità della testata, dell'autonomia professionale di chi lavora sul campo e del diritto dei cittadini a una informazione completa e senza censure».
Cdr Tgr Marche: «Vietare il servizio su Fakir mortifica il lavoro del cronista»
«Il Comitato di redazione della Tgr Marche esprime solidarietà alle colleghe e ai colleghi della Tgr Emilia-Romagna per la decisione della direzione di non mandare in onda, nel tg serale di domenica 19 luglio, il servizio sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, durante un intervento della polizia». Così in una nota il Cdr della Tgr Marche.
«La solidarietà va, in particolare, al collega autore del servizio - scrive il Comitato di redazione -. Impedire la messa in onda di tale servizio, riducendo quanto accaduto al Pilastro a una notiziola, mortifica il lavoro del cronista sul campo. Oscurarlo lede il diritto-dovere delle giornaliste e dei giornalisti a informare e del pubblico a essere informato».
Cdr Tgr Umbria: «Piena solidarietà ai colleghi della Tgr Emilia Romagna»
Il Comitato di redazione della Tgr Umbria «esprime piena solidarietà ai colleghi della Tgr Emilia Romagna per la mancata messa in onda del servizio giornalistico sulla morte di Abderrahim Fakir nel quartiere Palestro a Bologna. La scelta della direzione di non mandare in onda il servizio realizzato dal collega - rileva il Cdr - squalifica la credibilità e l'autorevolezza della Tgr e del servizio pubblico, oltre a ledere la libertà d'informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati».
Cdr Tgr Campania: «Inaccettabile non mettere in onda il servizio su Fakir»
Il Cdr della Tgr Campania esprime «la più totale solidarietà alla redazione della Tgr Emilia Romagna, e al suo Comitato di redazione, che stanno difendendo il diritto-dovere di cronaca in seguito alla decisione della direzione della Tgr di togliere, durante la messa in onda del telegiornale, il servizio informativo su quanto avvenuto nel quartiere Pilastro di Bologna, dove un uomo, Abderrahim Fakir, fermato dalla Polizia, ha perso la vita, e sulle cui cause indaga la Procura». È quanto riporta un comunicato.
«Il servizio giornalistico, - si legge ancora nella nota del Cdr della Tgr Campania - basato e costruito sulla presenza sul campo del collega di Bologna, è stato sostituito da una notizia letta dal conduttore e accompagnata da uno spezzone di immagini dell'accaduto. La mancata messa in onda del servizio è frutto di una decisione che questa rappresentanza sindacale ritiene inaccettabile, perché mortifica il lavoro del collega, la dignità professionale dei giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, lede l'autorevolezza della testata giornalistica regionale della Rai, e il diritto di tutti i cittadini a essere correttamente informati. Siamo al fianco della redazione di Bologna per ogni iniziativa che vorrà intraprendere a tutela della credibilità della testata, per un'informazione libera, senza censure».
I consiglieri Di Majo, Di Pietro, Natale: «Forte preoccupazione per mancato servizio Tgr. L'Ad riferisca al Cda»
«Apprendiamo con forte preoccupazione quanto denunciato dal Comitato di redazione della Tgr Emilia-Romagna, da Usigrai e Fnsi in merito alla mancata messa in onda del servizio realizzato sulla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento della Polizia di Stato a Bologna. È una decisione grave, che investe la credibilità dell'informazione del servizio pubblico e il diritto dei cittadini a essere informati in modo completo e tempestivo, tanto più nella Regione che ancora ricorda la drammatica vicenda di Federico Aldrovandi». Lo scrivono in una nota i tre consiglieri d'amministrazione Rai di Majo, Di Pietro e Natale.
«Per queste ragioni - affermano - chiediamo all'Ad Rai di riferire al Consiglio di amministrazione, chiarendo le motivazioni che hanno portato alla mancata trasmissione del servizio e verificando il pieno rispetto delle garanzie editoriali e professionali previste per i giornalisti Rai. Il servizio pubblico non può permettersi episodi che rischiano di comprometterne l'autorevolezza e il rapporto di fiducia coi cittadini».