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Il Manifesto di Venezia per il rispetto e la parità di genere nell'informazione
Cpo-Fnsi 05 Mag 2021

Caso Ciro Grillo, le Cpo di Fnsi, Usigrai e Cnog e Giulia Giornaliste: «Pagina di cattiva informazione»

Le Commissioni pari opportunità puntano il dito contro il modo in cui i media hanno seguito la vicenda e contro i giornali che hanno pubblicato i verbali dell'inchiesta. «Questo non è giornalismo», denunciano, annunciando di aver presentato esposti all'Ordine dei giornalisti.

«Come se fosse morta. Come se fosse orfana. Come se non avesse amiche. Come se fosse un fantasma. Che può essere attraversato dalle parole senza venire ferito di nuovo. È così che gran parte dell'informazione ha trattato la donna vittima dello stupro di gruppo che vede coinvolti giovani della Liguria bene. Un caso tra i più pruriginosi degli ultimi anni. Perché uno dei protagonisti è il figlio di Grillo». Lo denunciano, in una nota congiunta, le Commissioni pari opportunità della Fnsi, dell'Usigrai e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e l'associazione Giulia Giornaliste.

«Tanto è bastato per scatenare dibattiti pubblici e scrivere articoli e fare servizi televisivi come se non esistesse più alcuna regola. Come se la nostra professione non fosse soggetta ad alcuna deontologia», proseguono citando l'articolo 5bis del testo unico e il Manifesto di Venezia.

«Fino all'orrore assoluto di riportare i verbali dell'inchiesta sui giornali, passaggio per passaggio. Violenza su violenza. Umiliazione su umiliazione. Questo non è giornalismo, questa non è informazione», aggiungono Cpo Fnsi, Cpo Usigrai, Cpo Cnog e Giulia Giornaliste, che annunciano: «Abbiamo denunciato all'Ordine dei giornalisti i quotidiani La Verità, Libero, Il Tempo e Fanpage.it per la pubblicazione dei verbali e dei dettagli più scabrosi, in oltraggio ad ogni regola. Ma denunciamo con forza alla categoria e all'opinione pubblica anche tutte le testate che hanno fatto cattiva informazione, ammiccando al pubblico con racconti provocanti, ai limiti del lecito. Chiediamo una presa di distanza pubblica – concludono – a chi lotta in difesa della libertà di stampa e della convivenza civile».

@fnsisocial

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