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I giornalisti premiati con Matteo Naccari e Alessandra Costante
Premi e Concorsi 11 Set 2026

Il X premio Pio La Torre per il giornalismo ad Attilio Bolzoni

Vincono anche il sindaco di Vigonza (Padova) Gianmaria Boscaro e il sindacalista Giovanni Gioci. Menzioni ai cronisti Stefano Baudino, Fabiana Pacella e Tiziano Soresina. La segretaria generale Costante: «Giornalisti in prima linea nella lotta per la legalità e contro la corruzione».

Sono il giornalista Attilio Bolzoni, il sindaco di Vigonza (Padova) Gianmaria Boscaro e il sindacalista Giovanni Gioci i vincitori della decima edizione del Premio Pio La Torre, dedicato alla memoria del sindacalista ucciso il 30 aprile 1982, a Palermo, da Cosa nostra, assieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo, per il loro impegno sui temi della lotta alla mafia, per la pace, la democrazia e la legalità.

Menzioni speciali sono andate ai giornalisti Stefano Baudino, Fabiana Pacella e Tiziano Soresina; a Debora Comito, assessora al Comune di Cernusco sul Naviglio (MI) e Pierpaolo d'Arienzo, sindaco di Monte Sant'Angelo (FG), per la categoria amministratori pubblici; Federica Pietramala (segretaria generale Flai Cgil Pollino Sibaritide Tirreno) e Chiara Tozzi (Spi Cgil Firenze) per la categoria sindacalisti. Inoltre, la giuria del Premio ha conferito una borsa di studio alla memoria del sindacalista Luciano Silvestri e assegnato una targa alla memoria a Umberto Franciosi, già responsabile Legalità e sicurezza della Cgil Emilia-Romagna, deceduto nel 2024 a 58 anni.

La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina a Bologna al termine del convegno "Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle Istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini", organizzato nell'ambito della Summer School "Lavoro e Legalità" dell'ateneo felsineo.

Promosso da Avviso Pubblico, Cgil nazionale e Fnsi, il premio vuole valorizzare, con riconoscimenti e menzioni speciali, casi ritenuti di alto valore civile e politico aventi come protagonisti sindacalisti, amministratori locali, dipendenti pubblici e giornalisti che, svolgendo la loro attività, si sono distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione e nel contrasto alle mafie, alla corruzione, all'illegalità e per la diffusione di una cultura della responsabilità.

«Il ricordo di Pio La Torre ci interroga su quanto il suo esempio sia attuale. Nel suo pensiero, la legalità era strettamente legata alla difesa della democrazia, dei diritti e della dignità del lavoro e dei lavoratori. Questo Premio significa riconoscere chi porta avanti quella stessa responsabilità nel proprio ruolo: amministratori locali, sindacalisti, giornalisti e dipendenti pubblici che decidono di non voltarsi dall'altra parte di fronte a mafie, corruzione, ingiustizie e illegalità. A cinquant'anni di distanza dalla Relazione di minoranza La Torre-Terranova, abbiamo ancora bisogno di quello sguardo lucido e coraggioso, per capire le trasformazioni della criminalità organizzata e i rischi per la democrazia», dichiara Maria Costi, consigliera regionale e coordinatrice di Avviso Pubblico per l'Emilia-Romagna.

«Il Premio Pio La Torre nasce dalla memoria, ma deve vivere nell'impegno quotidiano di chi, con coraggio e coerenza, si batte contro ogni forma di illegalità e contro le gravi ripercussioni che questa ha sull'economia sana e, a cascata, sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori - afferma la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione - La lotta alle mafie, alla criminalità organizzata, alla corruzione è un impegno collettivo, coinvolge istituzioni, società civile, scuola, università, giornalismo libero, mondo del lavoro. Un impegno che è uscito dall'agenda politica del governo. La corruzione delegittima le pubbliche istituzioni e colpisce amministratrici e amministratori e lavoratrici e lavoratori che vi operano e di conseguenza i diritti di cittadine e cittadini. Per questo il Premio per la Cgil è un appuntamento importante per riaffermare che la legalità, la trasparenza, il lavoro tutelato e libero da sfruttamento e precarietà sono elementi essenziali per la qualità della democrazia».

Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, ricorda: «Pio La Torre diceva che se sei colto ti puoi difendere e puoi difendere gli altri. Parlava di cultura, ma più in generale di sapere. Un sapere che passava necessariamente anche attraverso l'informazione, il veicolo più immediato di diffusione di tutte quelle notizie che molti avrebbero voluto coprire, relegando la mafia ad un contesto popolare, violento, ma in fondo circoscritto. Invece La Torre, nella sua Relazione di minoranza, mette il dito nella piaga descrivendo la mafia come un fenomeno di classi dirigenti. Più difficile e complesso da combattere e debellare. In questa lotta per la legalità e contro la corruzione i giornalisti sono stati in prima linea, pagando un alto tributo di sangue, con 9 colleghi uccisi dalla mafia in Sicilia tra il 1960 e il 1993. Lotta che continua oggi, portata avanti dai giornalisti che hanno raccolto il testimone e che continuano a raccontare come il sodalizio tra criminalità e potere resista alle sfide del tempo e trovi sempre nuove frontiere». (mf)

MULTIMEDIA
Sui canali social di Avviso Pubblico, Cgil e Fnsi alcune foto della cerimonia.

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