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Un momento della presentazione
Iniziative 19 Feb 2026

'Lo stato del giornalismo italiano', un sistema da rivedere

Presentato giovedì 19 febbraio 2026 alla Sapienza il rapporto sulla professione in Italia realizzato dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell'ateneo romano e dalla Fondazione Paolo Murialdi, in collaborazione con Fnsi, Ordine, Inpgi, Casagit, Inps e Agcom

Una professione in profondo e repentino mutamento, afflitta da troppa precarietà e disuguaglianze: tra lavoratori dipendenti e giornalisti lavoratori autonomi, tra giovani e meno giovani, tra uomini e donne. Queste le risultanze più eclatanti della ricerca su 'Lo stato del giornalismo italiano' e al contempo le più evidenti linee che contribuiscono a tracciare quello che il professor Christian Ruggiero, che per l'Università Sapienza di Roma ha curato lo studio, definisce il 'campo' del giornalismo italiano.

I dati del rapporto, anticipati nella prestigiosa cornice di palazzo Wedekind a marzo 2025, sono stati presentati giovedì 19 febbraio 2026 al Centro congressi dell’ateneo capitolino. Moderati dal professor Christian Ruggiero, presidente del corso di Laurea Magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo, e introdotti da Luca Dezi, direttore del Dipartimento Coris Sapienza e Giampiero spirito, presidente della Fondazione Murialdi, alla presentazione hanno partecipato anche Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, il presidente Agcom Giacomo Lasorella, il presidente Inpgi, Roberto Ginex.

A presentare a studentesse e studenti i dati della ricerca sono stati Alessandra Contini, Coordinamento generale statistico attuariale Inps, e Mauro Bomba e Matteo Maiorano, Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, Sapienza Università.

Alcuni dei focus del report: tra il 2022 e il 2023 si riduce pur in minima parte il gender pay gap; la popolazione dei giornalisti continua a invecchiare; le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sembrano aumentare, in primo luogo perché nel periodo di riferimento molte aziende editoriali avevano esaurito il periodo disponibile di ammortizzatori sociali e dunque sono aumentate le giornate lavorare; e intanto per i lavoratori autonomi le medie reddituali si situano tra gli 11mila euro circa dei cococo e i poco più di 17mila per le partite iva.

In chiusura la segretaria generale Fnsi Alessandra costante si è soffermata su alcuni tratti della mutazione genetica della professione giornalistica, «che nasce come professione di lavoratori dipendenti mentre oggi sempre più giornalisti sono cococo o partite iva – ha evidenziato – con un impoverimento economico della categoria che si traduce in un danno ai colleghi e alla democrazia».

Costante ha fotografato una platea di «lavoratori sottopagati e sfruttati», con 100mila iscritti all’Ordine di cui meno della metà ha una posizione previdenziale, mentre l'altra metà rappresenta «un esercito di riserva di mano d'opera per gli editori. Editori – ha incalzato – che da dieci anni non rinnovano il contratto, che hanno svuotato e svuotano le redazioni ricorrendo ai prepensionamenti, che appaltano il lavoro 'nobile' di ricerca delle notizie a collaboratori esterni».

Il tutto «in un quadro di regole vecchie e superate, in un sistema che è totalmente da rivedere: nel tempo dell'intelligenza artificiale in redazione, ad esempio, dividere i giornalisti tra professionisti e pubblicisti è anacronistico, continuare a non prevedere la laurea per l'accesso alla professione è impensabile. Se il giornalismo  – ha concluso la segretaria generale Costante – è una professione di rilevanza costituzionale, i giornalisti non possono guadagnare 11 mila euro all'anno».

Lo studio su 'Lo stato del giornalismo italiano' è stato curato dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza e dalla Fondazione sul giornalismo Paolo Murialdi in collaborazione con Federazione nazionale della Stampa italiana, Ordine nazionale dei giornalisti, Inpgi, Casagit, Inps e Agcom. Chi desidera approfondire i temi della ricerca trova il volume (in formato open access da scaricare) sul sito web dell'editore Franco Angeli. (mf)

@fnsisocial

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