CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
L'intervento della segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante
Iniziative 21 Gen 2026

Una nuova legge a tutela dell'informazione, dibattito in Campidoglio 'per salvare il giornalismo'

Il tema al centro di un incontro organizzato da Fondazione Murialdi e Professione Reporter, mercoledì 21 gennaio 2026, con, fra gli altri, la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante, il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini e Valentina Grippo, vicepresidente della commissione Cultura di Montecitorio.

Una legge che riconosca l'informazione (e il giornalismo professionale) come bene di interesse generale. Questa la proposta che Fondazione Murialdi e Professione Reporter hanno portato al centro di un dibattito in Campidoglio, a Roma, mercoledì 21 gennaio 2026, al quale hanno partecipato rappresentanti dei giornalisti, degli editori, delle istituzioni.

Obiettivo degli organizzatori è arrivare a 'una legge per difendere le notizie e per salvare il giornalismo', come recitava il titolo dell'incontro, tema sulla cui opportunità e fattibilità, prima ancora che sui contenuti della norma, si sono confrontati i numerosi relatori, moderati da Maria Concetta Mattei e incalzati da Vittorio Roidi.

Il costituzionalista Paolo Aquilanti ha proposto la formula della legge delega al governo. Suggerimento solo in parte apprezzato dai partecipanti che hanno in più occasioni ribadito la necessità, invece, di un confronto parlamentare aperto ai portatori di interesse del settore.

«Ma c'è una sensibilità della politica sui problemi dell'informazione?», ha chiesto Roidi a Valentina Grippo, vicepresidente della commissione Cultura di Montecitorio. «Sì - la risposta - ma non è detto che un intervento politico possa risolverli».

D'altra parte «esiste l'esigenza di intervenire», ha ribadito Giancarlo Tartaglia, segretario della Murialdi, aggiungendo che a suo parere ci sarebbe da lavorare «anche, ma non solo, sulla legge ordinistica».

A portare il punto di vista degli editori c'era il direttore della Fieg, Fabrizio Carotti. «Non possiamo che apprezzare la proposta di arrivare a un insieme di regole per riformare il sistema», ha osservato, ricordando - fra le altre cose - la nuova richiesta di fondi pubblici avanzata dagli editori rimasti delusi dai 60 milioni inseriti in extremis in legge di bilancio 2026.

Per la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, «il settore dell'informazione deve essere adeguatamente finanziato, ma non per mandare in prepensionamento i colleghi. Se si vuol mantenere viva l'informazione - ha ribadito - i sostegni devono servire alla tenuta dell'occupazione».

In questo senso «sarebbe meglio rivedere le finalità per cui vengono finanziati gli editori», ha poi ammonito Costante. «Serve anche una nuova legge professionale - ha proseguito - e norme sugli over the top e sull'impiego dell'intelligenza artificiale nelle redazioni, cosa che abbiamo chiesto al tavolo del rinnovo contrattuale con gli editori». Allora, «sì ad un nuovo quadro normativo, ragioniamoci insieme - ha concluso Costante - ma partendo da un assunto: l'informazione di qualità costa, la professionalità si paga».

Anche per Paola Spadari «è necessario intervenire su un tema tanto delicato e importante. Proteggere l'informazione e proteggere i giornalisti deve stare a cuore soprattutto ai cittadini», ha rilevato. Mentre Roberto Natale, componente del Cda Rai, ha messo in evidenza che «il clima generale di questi anni, in Italia e non solo, credo non faciliti la proposta di questa legge».

Il sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini, ha rivendicato quanto fatto finora (dalla riforma del sostegno alle agenzie di stampa alle norme su intelligenza artificiale e tutele per l'uso dei contenuti giornalistici da parte degli over the top, dai finanziamenti in manovra alle iniziative di sostegno previste dal Fondo per l'informazione), per concludere riflettendo che «serve una legge di sistema? Sì, ma occorre il coinvolgimento di tutte le parti in campo».

Il senatore dem Walter Verini ha ricordato la legge in difesa delle edicole di cui è primo firmatario e che dovrebbe iniziare a breve l'iter parlamentare.

A chiudere il confronto l'intervento di Stefano Ferrante, segretario dell'Associazione Stampa Romana, anche lui favorevole al principio per cui «il giornalismo professionale deve vedersi riconosciuto un valore di bene di interesse pubblico», ma «occorre anche ridare valore al lavoro» e «ristabilire il patto fiduciario fra redazioni e lettori, attraverso un grande processo culturale che faccia riscoprire soprattutto ai giovani la funzione del giornalismo e il ruolo dei giornalisti». (mf)

@fnsisocial

Articoli correlati