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Iniziative | 30 Apr 2020
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Verso il 3 maggio, la Ifj lancia la 'Piattaforma globale per il giornalismo di qualità'

Alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, nel pieno della crisi da Covid-19, il sindacato internazionale dei giornalisti promuove la mobilitazione, per «salvare i posti di lavoro nel settore dei media e creare una nuova economia dell'informazione, sostenibile ed etica, che - spiega - deve rimanere un bene pubblico».
La Ifj lancia la 'Piattaforma globale per il giornalismo di qualità'

A causa della crisi legata alla pandemia da Covid-19 «molte aziende del settore dell'informazione hanno già chiuso e in tutto il mondo i giornalisti, anche se l'informazione di qualità è ora più che mai essenziale per i cittadini, stanno subendo in pieno i contraccolpi dell'emergenza». Per questo «è tempo di proteggere i media, salvare posti di lavoro e supportare i lavoratori. Ma è anche tempo di prepararsi per il futuro, un futuro fatto di giornalismo di qualità, etico e basato sulla solidarietà che rispetti i diritti dei lavoratori e le libertà fondamentali». Su queste premesse si basa l'iniziativa della Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) che, alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, propone «un piano di stimoli globale, forte e immediato per salvare i media più colpiti e i giornalisti più precari», invitando «tutti i governi nazionali a impegnarsi per sostenere il giornalismo di qualità attraverso forti misure politiche ed economiche che possano garantire la sopravvivenza dei media di qualità e del giornalismo professionisti».

Una piattaforma di rivendicazioni a livello globale, una serie di richieste di intervento rivolte a governi, datori di lavoro, big del web al fine di «salvare e proteggere posti di lavoro nel settore dei media e creare un futuro che promuova un'economia dell'informazione sostenibile ed etica».

La Ifj, ad esempio, chiede ai governi di avviare negoziati con gli over the top per riscuotere un'imposta sui ricavi generati all'interno del territorio nazionale e di destinare questi fondi a sostenere il settore dei media e il giornalismo professionale; di fornire un sostegno prioritario ai giornalisti precari e liberi professionisti prevedendo un fondo di protezione sociale, un salario minimo nazionale e agevolazioni fiscali; di dar vita a iniziative di alfabetizzazione mediatica a livello nazionale per combattere la disinformazione e le fake news.

«Dall'inizio della pandemia, i giornalisti hanno ampiamente dimostrato il ruolo essenziale che svolgono informando correttamente i cittadini e, grazie al loro impegno, il giornalismo come bene pubblico ha continuato a prosperare come spina dorsale delle nostre democrazie. Purtroppo, però, allo stesso tempo troppi Stati stanno approfittando della crisi per aumentare il loro potere autoritario, rafforzare i loro sistemi di sorveglianza della popolazione, incarcerare i giornalisti, mentre alcune aziende riducono i salari senza negoziazione o licenziano il personale».

È giunto il momento di ripensare il settore dei media su nuove basi perché, conclude la Ifj, «l'informazione deve rimanere un bene pubblico».

PER APPROFONDIRE
La Piattaforma globale per il giornalismo di qualità" promossa dalla Ifj è disponibile a questo link.

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