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Associazioni | 04 Giu 2020
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Anche a Trieste una 'panchina della libertà di stampa'

L'inaugurazione il 5 giugno, alle 10.30, nel giardino di piazza Hortis, davanti alla Biblioteca civica e all'Emeroteca comunale, con, fra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti di Ordine dei giornalisti e Assostampa Fvg, Cristiano Degano e Carlo Muscatello, il presidente del Rotary Club Fabio Radetti.
La panchina inaugurata al ghetto di Roma domenica 1° marzo 2020

Raccogliendo l'appello rivolto a tutti i sindaci d'Italia di adottare una "panchina della libertà di stampa" che richiami l'importanza dell'articolo 21 della Costituzione Italiana ("Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure"), anche Trieste inaugura la sua, domani venerdì 5 giugno, alle 10.30, nel giardino di piazza Hortis, davanti alla Biblioteca civica e all'Emeroteca comunale.

Interverranno, fra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti di Ordine dei giornalisti e Assostampa Fvg, Cristiano Degano e Carlo Muscatello, e il presidente del Rotary Club Trieste Nord Fabio Radetti.

"Panchine della libertà di stampa" sono già state inaugurate a Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste nel 2017; a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani; nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei capi di concentramento. Nei giorni scorsi, in occasione del 40° anniversario dell'assassinio di Walter Tobagi, è stata annunciata la posa di una panchina anche a Milano, nel parco Solari.

PER APPROFONDIRE
Di seguito l'Appello ai sindaci d’Italia lanciato lo scorso anno a Ronchi dei Legionari da Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi.

Cari Sindaci,
l'articolo 21 della Costituzione italiana è un bene prezioso perché riguarda la libertà dei cittadini del nostro Paese. Il sindaco di Ronchi dei Legionari, Gorizia, nel concedere la cittadinanza onoraria a Matthew Caruana Galizia, primogenito di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa con un'autobomba il 16 ottobre 2017, ha voluto sottolineare, sulla scorta della frase di Jacques Prevert "quando la verità non è libera, la verità non è vera", l'importanza del sostegno della sua comunità a tutte le giornaliste e i giornalisti che fanno semplicemente il proprio dovere: informare. Lo ha voluto fare con una scelta simbolica, cioè realizzando una "panchina della libertà di stampa" posizionata nella piazza principale del paese.
Cari Sindaci vi chiediamo, con un accorato appello, di adottare l'articolo 21 della Costituzione. Sarebbe bello che in ogni Comune d'Italia ci fosse un segno chiaro e visibile sul territorio in favore della libertà di stampa. Un giornalismo libero e indipendente fa bene alla nostra democrazia.

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