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Un momento dei lavori del Consiglio nazionale della Fnsi
Consiglio Nazionale 07 Ott 2021

Contro la precarietà  e per la tutela del lavoro giornalistico, lettera aperta della Clan Fnsi a governo e parlamento

«I giornalisti non-dipendenti subiscono da anni condizioni inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di 'emergenza informazione'», si legge, fra l'altro, nel testo approvato nel corso della riunione del Consiglio nazionale del 7 ottobre.

Una lettera aperta "sull'emergenza informazione, contro la precarietà e per la tutela del lavoro giornalistico". La rivolgono al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento i giornalisti della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi per «richiamare con forza l'attenzione – si legge nella missiva – sulle gravi e sempre peggiori condizioni di lavoro in cui versano in Italia i giornalisti non dipendenti, nonché sulla memoria "Emergenza informazione: contro la precarietà, per la tutela del lavoro giornalistico autonomo", approvata e divulgata il 29 luglio 2021».

La memoria, ricordano il presidente Mattia Motta e il coordinatore della Clan, Maurizio Bekar, firmatari della lettera a nome della Commissione, «rivolta al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento, sunteggiava alcune delle principali emergenze nel comparto dell'informazione dal punto di vista dei giornalisti lavoratori autonomi. Tra queste: politiche contro la precarizzazione e per il lavoro regolare, il diritto all'equo compenso (con ben tre leggi tuttora inapplicate ai giornalisti, per mancanza di norme d'attuazione), provvedimenti contro le querele bavaglio, i ristori Covid e i sostegni al reddito anche per i giornalisti autonomi senza partita Iva, chiarezza sul futuro dell'Inpgi, una radicale riforma dell'Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione e, più in generale, norme contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all'occupazione regolare».

Nella lettera aperta, il cui testo è stato approvato nel corso della riunione del Consiglio nazionale della Fnsi, riunito a Roma in sessione straordinaria il 7 ottobre, si ricorda anche che: «Oggi in Italia la maggioranza dei giornalisti in attività non hanno contratti da dipendenti. Ma, per loro, la definizione di "autonomi" spesso cela una sostanza di ruoli da dipendenti non riconosciuti, e coincide quasi sempre con incarichi sottopagati, senza diritti, senza certezze e senza prospettive professionali e di vita».

Una situazione denunciata innumerevoli volte negli anni dalla Commissione, dagli organismi sindacali della Fnsi e da svariati giornalisti autonomi, anche tramite prese di posizione pubbliche, documenti e memorie rivolte al presente e ai passati governi e al parlamento, «sa senza mai ottenere riscontri concreti, al di là di generiche rassicurazioni di impegno».

I giornalisti non-dipendenti, si legge infine, «subiscono oramai da troppi anni condizioni di lavoro inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di "emergenza informazione". Per queste ragioni oggi ci rivolgiamo pubblicamente al presidente del Consiglio dei ministri, al governo e al parlamento, rinviando alla più recente memoria sul tema della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi e rivolgendo un appello a intervenire per attuare provvedimenti urgenti sui temi ricordati nel documento».

PER APPROFONDIRE
La memoria della Clan Fnsi su "Emergenza informazione: contro la precarietà per la tutela del lavoro giornalistico autonomo" del 29 luglio 2021 è pubblicata nella sezione "Lavoro autonomo" del sito (qui il link diretto).

@fnsisocial

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