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Lutto | 25 Ago 2020
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È morto Arrigo Levi, storico direttore della Stampa e consigliere di due presidenti della Repubblica

Giornalista, scrittore, conduttore televisivo, coordinatore del Tg Rai, è stato anche corrispondente del Corriere della Sera da Londra e da Mosca ed editorialista del Times. Al Quirinale dal 1999 al 2013, con Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Aveva 94 anni.
Arrigo Levi (Foto: Ansa)

È morto nella notte fra il 23 e il 24 agosto, nella sua casa romana, Arrigo Levi, giornalista, scrittore, conduttore televisivo. Nato a Modena il 17 luglio 1926, aveva 94 anni. Tra i numerosi, prestigiosi incarichi ricoperti durante la sua lunga carriera è stato direttore della Stampa ed editorialista del Corriere della Sera. Difensore dei valori etici e laici, 'sguardo' internazionale, è anche stato consigliere di due presidenti della Repubblica.

Aveva iniziato a lavorare come giornalista a Buenos Aires, città nella quale la famiglia si era rifugiata per sfuggire alle persecuzioni razziali e dove, giovane studente, finì in carcere per aver partecipato alle manifestazioni contro Peron. Dopo la laurea in Filosofia a Bologna l'esperienza alla Bbc, poi alla Settimana Incom, alla Gazzetta del Popolo, per infine approdare al Corriere della Sera nel 1955, prima come corrispondente da Londra, poi da Mosca.

Dal 1973 al 1978 fu direttore della Stampa, dove - fra  l'altro - fondò Tuttolibri, testata autonoma dedicata alla cultura assolutamente anomala nel panorama del tempo. E alla Stampa tornò come editorialista nel 2005 chiamato dall'allora direttore Giulio Anselmi. Fu a lungo editorialista del Times e autore di una rubrica su Newsweek.

Il suo spirito innovativo e poliedrico lo portò presto verso la televisione: fu conduttore e coordinatore del Tg Rai, dove realizzò memorabili dirette sulla Guerra dei sei giorni del 1967 e sull'invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968. Con Vittorio Citterich condusse il settimanale Tam tam; dall'82 all'87 fu in Fininvest; tornato in Rai collaborò, tra l'altro, con Mixer. Poi quattordici anni al Quirinale, dal 1999 al 2013, come consulente di Carlo Azeglio Ciampi e poi di Giorgio Napolitano.

Fra i suoi libri: 'Dialoghi sulla fede' (2000), 'America Latina: memorie e ritorni' (2004), 'Cinque discorsi fra due secoli' (2004), 'Un paese non basta' (2009), 'Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano' (2010, racconto della vita di Carlo Azeglio Ciampi), tutti per Il Mulino, e 'Gente, luoghi, vita' (Aragno, 2013).

Fra i riconoscimenti ottenuti: il Premio Trento per il giornalismo (1987), il Premio Luigi Barzini come miglior corrispondente (1995), il Premio Ischia Internazionale (2001). Nel maggio 2008 vinse la seconda edizione del premio letterario Giorgio Calcagno. Nel maggio 2012 il premio giornalistico nazionale 'Novara diventa - La tradizione di innovare'. Nel 2013 il premio di cultura politica Giovanni Spadolini.

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