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Un momento della manifestazione a Bologna
Premi e Concorsi 11 Set 2026

Equo compenso, Costante a Bologna: «Tema centrale per permettere un'informazione di qualità»

Partecipando al X premio Pio La Torre, venerdì 11 settembre 2026, la segretaria generale Fnsi è tornata sul nodo delle retribuzioni dei lavoratori autonomi: «Editori e governo si rimbalzano questa responsabilità, come se pagare un giornalista quanto gli spetta sia una palla avvelenata di cui liberarsi».

«Da 10 anni i giornalisti lavorano con un contratto nazionale scaduto senza dimenticare tutti coloro che sono partite iva o collaboratori, pagati 5 euro a pezzo». Lo ha detto Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, intervenendo venerdì 11 settembre 2026, a Bologna, alla decima edizione del premio Pio La Torre.

Centrale per permettere un'informazione di qualità, per la sindacalista, è il tema dell'equo compenso. «Al tavolo dove sediamo con il governo e la Federazione editori si rimbalzano questa responsabilità, sembra che pagare un lavoratore quanto gli spetta sia una palla avvelenata di cui liberarsi», ha scandito, incalzando: «Alle aziende editoriali viene permesso di sfruttare i lavoratori per fronteggiare l'aumento dei costi».

Prima della cerimonia di consegna dei riconoscimenti a giornalisti, amministratori pubblici e sindacalisti, la segretaria generale Fnsi ha preso parte alla tavola rotonda dal titolo 'Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle Istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini', organizzato nell'ambito della Summer School 'Lavoro e Legalità' dell'università di Bologna.

Con lei, fra gli altri, anche il sindaco Matteo Lepore, Stefania Pellegrini, docente dell'ateneo felsineo, la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione, il segretario generale dell'Anm Rocco Maruotti, la coordinatrice di Avviso Pubblico Emilia-Romagna Maria Costi e Franco La Torre, figlio di Pio La Torre.

«La 'relazione di minoranza' di mio padre ha 50 anni - ricorda Franco La Torre - e se da figlio ne sono fiero, da cittadino mi preoccupa. Dovrebbe essere un testo storico, soppiantato da qualcosa venuto dopo, e invece no».

A La Torre fa eco il sindaco Lepore: «Non c'è più dibattito su cosa significhi avere le mafie nel nostro Paese. Di sette decreti sicurezza emanati da questo governo non uno affronta la criminalità organizzata, che invece incontriamo tutti i giorni, dietro l'immigrazione, dietro lo spaccio nelle nostre strade, dietro gli appalti».

E la professoressa Pellegrini, coordinatrice della Summer school, ha evidenziato il problema della «fragilità della normativa per quanto riguarda le connessioni mafiose con il mondo imprenditoriale, con il mondo politico, con il mondo professionale. Perché il reato di corruzione è stato ridimensionato abolendo l'abuso d'ufficio e indebolendo la Corte dei Conti». (mf)

@fnsisocial

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