La Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco delle giornaliste e dei giornalisti de La Notizia, che hanno proclamato sciopero per oggi, giovedì 24 settembre 2026, e domani contro il mancato pagamento degli ultimi stipendi, ed è pronta da sostenerli in ogni iniziativa che decideranno di intraprendere a difesa del loro lavoro e della loro dignità.
L'editore ha addirittura trattenuto i crediti fiscali che i dipendenti avrebbero dovuto ricevere con gli stipendi non versati e prospettato la necessità di ammortizzatori sociali e di part-time per la redazione.
La Fnsi si unisce all'Associazione Stampa Romana nell'esprimere solidarietà alle colleghe e ai colleghi e nella richiesta all'azienda di presentare un piano industriale credibile che tenga conto di tutte le opportunità e i sostegni disponibili, prima di chiedere ulteriori sacrifici a chi già sta lavorando da mesi senza essere pagato.
Di seguito il comunicato di Stampa Romana.
L'Associazione Stampa Romana esprime solidarietà ai colleghi de La Notizia, in sciopero oggi e domani per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di giugno (corrisposto solo in parte), luglio e agosto e l'atteggiamento sconcertante e inaccettabile dell'editore. La Ready to, società che ha affittato la testata fondata e diretta da Gaetano Pedullà, ora europarlamentare Cinquestelle, ha rappresentato al sindacato, senza produrre alcun documento e senza un piano di rilancio, un quadro gravissimo prospettando la necessità di ammortizzatori sociali e di part-time per la redazione.
L'editore ha addirittura trattenuto i crediti fiscali che i dipendenti avrebbero dovuto ricevere in busta paga.
L'azienda, prima di chiedere insostenibili sacrifici ai dipendenti presenti un piano industriale credibile, che punti non solo a contenere i costi, già ridotti all'osso, ma anche a incrementare gli introiti sfruttando tutte le opportunità e i sostegni disponibili.
La segreteria dell'Asr
Questo il comunicato della redazione:
Le giornaliste e i giornalisti de La Notizia sono in sciopero giovedì 24 e venerdì 25 settembre. Una decisione resa inevitabile dal mancato pagamento delle retribuzioni, dall'assenza dei documenti richiesti e dalle gravi prospettive illustrate dall'azienda.
Ai dipendenti è stato versato soltanto un acconto sulla retribuzione di giugno, mentre luglio e agosto restano integralmente non pagati e si avvicina la scadenza di settembre. Nella busta paga di luglio figurano inoltre crediti fiscali Irpef spettanti ai lavoratori e non ancora corrisposti.
Nel confronto del 24 settembre con le organizzazioni sindacali, Ready To ha prospettato il ricorso immediato alla cassa integrazione per crisi aziendale. Al termine, i rapporti di lavoro a tempo pieno dovrebbero essere trasformati definitivamente in part-time; in alternativa, sono stati prospettati esuberi tra i giornalisti.
I legali dell'azienda, rappresentata dalla dottoressa Giovanna Di Lellio, hanno descritto una situazione caratterizzata da costi del personale superiori ai ricavi, carenza cronica di liquidità e uno squilibrio economico definito strutturale.
Un quadro gravissimo, illustrato però soltanto a voce. Al tavolo non è stato consegnato alcun documento che consenta ai lavoratori e al sindacato di verificare i dati e valutare consapevolmente le misure proposte.
Da tempo il sindacato chiede anche la documentazione relativa al passaggio di gestione della testata. La Notizia, fondata e diretta da Gaetano Pedullà fino alla sua elezione al Parlamento europeo nelle liste del Movimento 5 Stelle, è stata poi affidata a Ready To attraverso un contratto di affitto. Anche questa richiesta è rimasta senza risposta.
Non è possibile trattare sacrifici permanenti sulla base di sole dichiarazioni verbali. Chiediamo il pagamento delle retribuzioni, la consegna della documentazione e un confronto fondato su dati completi e verificabili.
Lo sciopero non è contro i lettori: serve a difendere la dignità del lavoro, l'indipendenza e il futuro de La Notizia.
L'Assemblea di Redazione de La Notizia