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Immagine creata con AI Mid (Foto: ImagoEconomica)
Media 31 Ott 2026

IA generativa, agli utenti non piace l'uso nelle redazioni

Stando ai dati del terzo rapporto annuale del Reuters Institute, solo il 12% dei partecipanti allo studio si sente a proprio agio con notizie create interamente dall'intelligenza artificiale. Percentuale che sale al 19% se è prevista una forma di supervisione umana. Cresce invece l'utilizzo per accedere alle news.

L'uso dell'intelligenza artificiale generativa nel giornalismo non piace ai fruitori dell'informazione, dice il Reuters Institute. Mente cresce l'utilizzo dell'IA generativa per chiedere informazioni. L'uso più diffuso è fare ricerche o chiedere consigli e aumenta l'attività di accedere alle notizie, soprattutto approfondimenti.

Questi alcuni degli spunti che emergono dal terzo rapporto annuale sull'IA generativa del prestigioso istituto basato su una indagine online condotta tra agosto e settembre 2026 in nove paesi: Argentina, Australia, Danimarca, Finlandia, Francia, Giappone, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti.

In linea generale, secondo l'indagine rilanciata anche dai media italiani sabato 31 ottobre 2026, l'uso dell'IA generativa per reperire informazioni è passato dall'11% nel 2024 al 24% nel 2025, fino a raggiungere il 38% nel 2026. L'attività principale è fare ricerche (24%), chiedere consigli (20%), nuove idee (14%), riassunto dei testi (13%). ChatGpt continua a tenere la leadership, seguito da Gemini, Copilot e Claude.

Il rapporto dedica anche un capitolo al rapporto tra l'IA generativa e il giornalismo: emerge che l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per accedere alle notizie «rimane un'attività di nicchia, ma in crescita» e oggi si attesta al 9%. L'uso più frequente è «porre domande di approfondimento su una storia» (49%), più che «ricevere gli ultimi aggiornamenti» (46%), trovare «una fonte di notizie» (39%) e «riassumere una storia» (38%).

Agli utenti però non piace l'idea dell'impiego dell'IA nelle redazioni: solo il 12% dichiara di sentirsi molto o abbastanza a proprio agio con notizie create interamente dall'intelligenza artificiale; percentuale che sale al 19% se è prevista una forma di supervisione umana. Il dato è rimasto pressoché invariato rispetto al 2024.

C'è invece una maggiore apertura verso l'utilizzo dell'IA per attività come la traduzione o la correzione grammaticale. L'opinione è che l'intelligenza artificiale renderà la produzione di notizie più economica e più aggiornata, ma anche meno trasparente e meno affidabile. (Da: ansa.it)

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