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Vertenze | 14 Gen 2019
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Tre giorni di sciopero alla Gazzetta del Mezzogiorno. Il sindacato: «Gravi violazioni di leggi e di contratto»

I giornalisti del quotidiano tornano a mobilitarsi contro l'assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari sul pagamento delle retribuzioni arretrate. «È dovere dei rappresentanti di un organismo dello Stato rispettare i diritti dei lavoratori», osservano la Fnsi e le Assostampa di Puglia e Basilicata.
Giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno in presidio

A partire da mercoledì 16 gennaio la Gazzetta del Mezzogiorno non sarà nuovamente in edicola per uno sciopero di tre giorni proclamato dal Comitato di redazione a causa della totale assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari della Edisud Spa, nominati dal Tribunale di Catania, sul pagamento delle retribuzioni dei giornalisti, costretti a lavorare senza stipendio ormai da novembre 2018.

Al fianco dei colleghi in sciopero per protestare contro una gestione dissennata dell'azienda editoriale si schierano la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Puglia e di Basilicata. «Non solo il Tribunale di Catania non sta ottemperando alle prescrizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori – dicono –, ma gli amministratori giudiziari appaiono totalmente incuranti della qualità del prodotto da mandare in edicola e delle relazioni sindacali con i giornalisti, visto che hanno inspiegabilmente lasciato la gestione dell'azienda nelle mani del direttore generale che l'ha governata in questi anni portandola al disastro economico-finanziario cui dicono di voler rimediare».

Il sindacato dei giornalisti chiede che sia fatta chiarezza sulla situazione del giornale e auspica una svolta dalla riunione convocata presso la Task Force della Regione il prossimo 22 gennaio. «Oltre ad assicurare la continuità aziendale e la qualità dell'informazione da parte del principale giornale di Puglia e Basilicata – osservano Fnsi e Assostampa – è dovere dei rappresentanti di un organismo dello Stato rispettare i diritti dei giornalisti, il cui senso di responsabilità ha consentito sinora al giornale di essere in edicola nonostante questi diritti siano stati quotidianamente calpestati da chi gestisce l'azienda».

@fnsisocial
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