L’assemblea dei giornalisti del Secolo XIX, riunitasi nella serata di lunedì 29 giugno 2026, «proclama all’unanimità lo stato di agitazione. Le motivazioni sono diverse ma riguardano tutte scenari relativi al nostro lavoro che la redazione non ritiene più sostenibile. Una condizione fatta da mesi e mesi di mancate risposte da parte di Direzione e Azienda, di annunci e promesse mai mantenute, di assenze, di problemi costanti relativi al lavoro quotidiano e ai sistemi informatici e di ingerenze della parte amministrativa su quella giornalistica. Andiamo con ordine: mercoledì 1° luglio 2026, dopo svariati annunci, dovrebbe andare online (e il condizionale è d’obbligo) il nuovo sito internet del nostro quotidiano. Un passaggio da tutti considerato fondamentale e per il quale è stato anche annunciato un periodo di formazione a tutti i giornalisti. Peccato, che a distanza di poche ore da quello che – lo ripetiamo – dovrebbe essere un passaggio fondamentale per il futuro del nostro lavoro, la redazione non abbia più avuto notizie in merito nonostante una formale richiesta di informazioni avanzata nei giorni scorsi dal Cdr alla Direzione e all’Azienda».
I giornalisti poi sottolineano: «Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Nei giorni scorsi una richiesta di rettifica da un presunto responsabile privacy del Secolo XIX (di cui mai nessuno ha avuto comunicazione dell’esistenza) è arrivata ad alcuni giornalisti. Quanto accaduto è un fatto che l'intera assemblea ha già condannato con fermezza e ritenuto estremamente grave visto che delle istanze di rettifica si deve occupare il Direttore il quale è responsabile di testata e dell’organizzazione del giornale, in base all’art. 8 della legge n. 47 del 1948 e dell’art. 6 del Cnlg Fieg-Fnsi. C’è poi un altro aspetto, non meno importante, che riguarda il piano industriale che doveva essere presentato dall’Azienda a gennaio 2026. Sono passati più di sei mesi e del documento non vi è traccia».
La nota prosegue: «Abbiamo citato solo alcuni degli aspetti più critici ma potremmo andare avanti ancora per molto ad esempio ricordando che, domenica 28 giugno, la prima pagina della Cronaca di Genova del nostro giornale è uscita incompleta nonostante la stessa pagina sia stata redatta regolarmente in tutte le sue parti dalla redazione. Si è trattato di un danno evidente, oggettivo e gravissimo che ha colpito il lavoro dei giornalisti e Il Secolo XIX e per il quale non abbiamo ancora avuto spiegazioni esaustive. Tutto questo, è bene sottolinearlo, non si verifica in una realtà editoriale semisconosciuta ma accade in un quotidiano che da quasi due anni è di proprietà del Gruppo Msc, colosso industriale conosciuto in tutto il mondo».
I giornalisti del Secolo XIX, si conclude la nota, «chiedono rispetto per tutti i lavoratori di questo giornale che fornisce contributi di qualità ed è la voce di Genova e della Liguria da 140 anni di storia. Ma anche per un territorio che ha subito eventi drammatici e crisi occupazionali e non vuole rinunciare alla crescita e allo sviluppo del suo giornale».
L’Associazione Ligure dei Giornalisti, in una nota diffusa il 30 giugno 2026, esprime «totale solidarietà ai giornalisti del Secolo XIX dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte della redazione». (anc)