«Preso a calci mentre stava svolgendo il suo lavoro, le macchine fotografiche distrutte. Il gravissimo atto violento ha visto come vittima, giovedì 29 ottobre pomeriggio, il nostro fotoreporter Stefano Cavicchi, un bravissimo professionista che si era recato sul luogo dell'incidente mortale a Susegana per documentare il fatto». Lo denuncia il 30 ottobre 2026 il quotidiano Tribuna di Treviso sul proprio sito web.
«Alcuni dei presenti sulla scena dello scontro tra il camion e l'auto - prosegue il resoconto - si sono scagliati contro il fotografo prendendolo a calci e scatenando la loro furia contro i suoi preziosi strumenti di lavoro che contenevano dei servizi che avrebbe dovuto consegnare al giornale. In poche parole: lavoro distrutto e tanti danni. Per non parlare delle lesioni subite».
Cavicchi, riporta ancora la Tribuna, è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Conegliano e ha anticipato che sporgerà denuncia ai carabinieri. «Il nostro giornale condanna con forza l'atto violento e intimidatorio perpetrato contro il fotoreporter e si riserva di agire al suo fianco affinché i suoi diritti siano riconosciuti. A Stefano Cavicchi va tutta la solidarietà dei colleghi e del giornale».
Solidarietà al fotoreporter e ferma condanna per l'aggressione arrivano anche dal Sindacato giornalisti Veneto, dal Cdr e dall'Assostampa Belluno, cui si unisce la Federazione nazionale della Stampa italiana.
«Episodi come questo non sono solo inaccettabili in sé, ma diventano ancora più gravi quando vanno a comprimere il diritto-dovere di cronaca che attiene tanto al fotoreporter quanto al giornalista. La libertà di stampa è costituzionalmente garantita e va tutelata senza se e senza ma. Attendiamo che le forze dell'ordine identifichino gli aggressori e li segnalino all'autorità giudiziaria», rimarca il sindacato.