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Palazzo d'Orléans, sede della presidenza della Regione siciliana
Associazioni 05 Apr 2021

Uffici stampa, Assostampa Sicilia: «Il trattamento adeguato è la contrattazione di categoria»

Sull'Isola, come in tutta Italia, «la professione giornalistica è tra le più sfruttate» e questo vale anche «per portavoce e addetti stampa», rileva il sindacato regionale, che aggiunge: «Che ci sia attenzione economica per chi svolge questi ruoli è giusto: purché non valga solo per gli incarichi fiduciari».

«Piuttosto che fare addirittura una legge ad hoc per una sola posizione in tutta la Sicilia, quella della portavoce della presidenza della Regione, pagandola da alto dirigente, (il che viene percepito come un odioso privilegio), sarebbe semmai stato il caso di applicare il contratto di categoria ai giornalisti degli uffici stampa, stabilendo allo stesso tempo che l'indennità da corrispondere come compenso del portavoce (legge 150/2000, art. 7, comma 2) sia commisurato in coerenza con i livelli retributivi minimi del cnlg (né più né meno)». Lo afferma l'Associazione siciliana della Stampa commentando la recente polemica relativa al compenso della portavoce del governatore. «L'obiettivo del sindacato è quello di evitare che in un Comune siciliano, se viene deciso di assegnare l'incarico di un giornalista portavoce, lo paghino 100 euro al mese o altra cifra non dignitosa e inadeguata», spiega l'Assostampa.

«Nella legge di stabilità regionale appena approvata all'Assemblea Regionale Siciliana – incalza il sindacato regionale – è stata inserita una norma che destina specifiche risorse all'attività di portavoce del presidente della Regione. Una previsione legittima, ovviamente. Ma è facile cogliere l'occasione per evidenziare come in Sicilia (anzi, come in tutta Italia) la professione giornalistica sia tra quelle più sfruttate e ormai di eterno precariato, con prestazioni pagate talvolta addirittura 1, 2 o 3 euro ad articolo. Le prestazioni sottopagate riguardano anche le attività di portavoce e di uffici stampa pubblici e privati. Per cui, che ci sia attenzione economica per chi svolge questi ruoli è giusto: purché non valga solo per gli incarichi fiduciari».

La Giunta esecutiva dell'Associazione siciliana della Stampa ribadisce quindi che «lo strumento imprescindibile per garantire pari dignità ed equità retributiva a tutti i giornalisti, nel settore pubblico e in quello privato, è il contratto nazionale di lavoro giornalistico. Naturalmente, il Cnlg non prevede affatto condizioni di carriera per 'l'alta dirigenza' (anche se condizioni di miglior favore possono essere previste), ma ha lo scopo di garantire un compenso minimo a tutti i colleghi».

In questo contesto, prosegue il sindacato regionale, «va sottolineato che l'Associazione Siciliana della Stampa ha sempre perseguito come obiettivo l'applicazione del contratto giornalistico per le attività di informazione svolte dalla Regione Siciliana e le pubbliche amministrazioni dell'Isola. Applicazione resa possibile, come confermano le numerose sentenze in merito della Corte Costituzionale, dalla legge 150/2000 laddove all'art. 9 comma 5 prevede espressamente la facoltà di potere scegliere la contrattazione da utilizzare in sede territoriale. Assostampa Sicilia ha sempre ritenuto fosse più adeguato ed equo applicare per Regione ed enti pubblici locali il contratto giornalistico piuttosto che quello della pubblica amministrazione che invece regola, ad esempio, i rapporti fra Regione e i colleghi dell'ufficio stampa».

Per il sindacato siciliano, in conclusione, «è opportuno garantire per le prestazioni giornalistiche, sempre e comunque, condizioni e compensi minimi coerenti al trattamento previsto dal contratto collettivo sottoscritto dalla Federazione nazionale della Stampa. Naturalmente, la coerenza dei livelli retributivi del Cnlg va applicata, soprattutto nel caso di enti pubblici, anche ai rapporti di lavoro autonomo. Auspichiamo, quindi che in questa direzione si possa al più presto iniziare un dialogo con il governo regionale e avviare un confronto operativo con Aran Sicilia».

@fnsisocial

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