«Il nome del nuovo corrispondente della Rai da Bruxelles circolava già da mesi. Non è la prima volta che accade, come abbiamo già denunciato, e questo rende sempre meno credibile la procedura di selezione professionale decisa dalla Rai per la copertura delle posizioni apicali». Così l'Esecutivo Usigrai in una nota diffusa mercoledì 22 luglio 2026.
«Appare evidente - prosegue il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico - che i job posting conservano del rigore anglosassone ormai solo il nome, mentre perdono ogni trasparenza sulle valutazioni adottate per arrivare alle scelte tra i candidati. Una procedura, pur ribadendo la stima nei confronti dei colleghi, che non rende merito ai vincitori dei job posting, i cui nomi, già individuati da tempo, si rischia vengano inevitabilmente associati a pratiche non trasparenti piuttosto che a solidi percorsi professionali alla base delle decisioni adottate dall'azienda». (mf)